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E’ morto Nanni Ricordi: L’uomo che inventò i cantautori

Se ne è andato all’età di 79 anni, il produttore discografico che ispirò il fenomeno che ha cambiato il mondo della musica leggera e della canzone. Nanni Ricordi, discedente del fondatore della leggendaria Casa, lanciò i più grandi cantautori italiani: da Gaber a Tenco, passando per Jannacci, Battisti, De André e De Gregori.
A cura di Biagio Chiariello
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se ne andato a 79 anni il discografico che lancio battisti de andre jannacci e de gregori

Forse si è spento ascoltando uno di quei grandissimi che aveva lanciato nel mondo della musica. Eh già perché Carlo Emanuele Ricordi, detto “Nanni” era discendente diretto di Giovanni Ricordi, fondatore della storica Casa, il più antico editore musicale italiano che nel 2008 ha festeggiato i 200 anni.

Nato a Milano nel ‘32, Nanni Ricordi se ne è andato nella sua casa di Sala Monferrato «dopo aver lottato per oltre dieci anni contro una spietata malattia neurodegenerativa: la paralisi sopranucleare progressiva», come riferito dal figlio Camillo.

Nanni Ricordi contribuì in maniera determinante al fenomeno dei cantautori che hanno caratterizzato la scena musicale italiana e internazionale. Dalle sue intuizioni, rappresentate dalla creazione a metà degli anni Cinquanta di una casa discografica controllata dalle Edizioni Ricordi, venne fuori quel genere che poi si sarebbe imposto negli anni a venire in Italia: la musica leggera. Primo disco della Dischi Ricordi fu un album di Maria Callas. Poi arrivarono i Gaber, gli Endrigo, i Paoli.

Il modello era impostato: da una parte l'importanza del testo letterario (vedi i vari De Andrè, Tenco, Guccini, De Gregori), dall'altra la melodia (Battisti, Dalla, Venditti). Una svolta che si concretizzò poi con Jannacci, Cattaneo, Nannini, Conte, Caputo, Caselli, Gianco e tanti altri.

Le parole di Ennio Morricone nel libro Ti ricordi Nanni?, pubblicato in occasione del bicentenario della Casa Ricordi, sono la descrizione più significativa del Nanni produttore:

Che Nanni fosse scopritore di talenti lo sapevano tutti. Ma che avesse in mente una rivoluzione nella canzone italiana, non molti lo sanno. L'invenzione dei cantautori è sua. Sua è la riconsiderazione dei temi melodici e dei testi poetici verso una libertà(soprattutto nei testi) che superasse in tutto la routine nella quale era caduta la canzone italiana, escluso qualche raro caso.

Il modello era impostato: da una parte l'importanza del testo letterario (vedi i vari De Andrè, Tenco, Guccini, De Gregori), dall'altra la melodia (Battisti, Dalla, Venditti). Una svolta che si concretizzò poi con Jannacci, Cattaneo, Nannini, Conte, Caputo, Caselli, Gianco e tanti altri.

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