Lee Konitz (via Facebook)
in foto: Lee Konitz (via Facebook)

Il jazzista Lee Konitz è morto di polmonite a causa di complicazioni da coronavirus, come ha confermato il figlio a NPR. Konitz, che aveva 92 anni, era uno dei colossi del jazz mondiale, era l'unico sopravvissuto delle sessioni di un capolavoro come "Birth of the Cool" di Miles Davis per cui aveva suonato il sax contralto. Nato nel 1927 a Chicago, Konitz è stato uno dei più grandi interpreti del Cool Jazz e, come dichiarò a NPR, riuscì a ottenere un profondo rispetto grazie ai suoi studi con il pianista cieco Lennie Tristano, cominciando a suonare da professionista da ragazzo, quando aveva 22 anni.

Una lunga carriera di successo

Nella sua lunga e ricca carriera Konitz ha suonato assieme ad artisti che hanno fatto la storia del jazz mondiale, a cui ha contribuito lui stesso: da Charles Mingus a Bud Powell, passando per Bill Evans e Stan Kenton, per citarne alcuni, ma ovviamente la sua firma in quello che è una delle pietre miliari del jazz mondiale, lo ha reso immortale. Oltre al cool jazz, però, Konitz si è fatto notare in altri stili, dal bebop al jazz d'avanguardia, influenzando altri sassofonisti come Paul Desmond e Art Pepper: "Amo ascoltare belle melodie cantate o suonate ed è lo stesso sentimento che ho per il corno ed è ciò con cui ho coniato la parola cool jazz. Alcune persone mi dicevano ‘Quando farai un po' di swing?', ma non è una competizione, per quanto mi riguarda, amo semplicemente cantare le mie canzoni e fortunatamente ho una reazione dalle persone con cui suono e quelle che mi ascoltano" dichiarò a NPR.

Chi è Lee Konitz

Nella sua nota biografica del Blue Note viene descritto come uno dei più grandi sax contralti di sempre e uno dei pochi che non suonavano "come un cugino di Charlie Parker": "Lee Konitz ha sempre avuto una enorme curiosità musicale che gli ha permesso di avere continue opportunità e di migliorarsi, sempre meglio". I primi risultati li ebbe suonando con Claude Thornhill & His Orchestra, negli anni 60 si ritirò per un breve periodo, prima di tornare attivo pochi anni dopo, continuando a suonare fino ai nostri giorni e registrando anche un famosissimo Live at BirdLand con il pianista Brad Mehldau, il bassista Charlie Haden e il batterista Paul Motian.