Alessandro Giachero, pianista nel mondo del jazz, è scomparso a 49 anni. Da anni era uno dei più grandi interpreti del genere, si era formato ad Alessandria, prima di spostarsi a Siena dove poi diventerà un docente della Siena Jazz University. Giachero, vittima di un malore improvviso martedì scorso, era diventato anche una figura fondamentale per il festival internazionale del Jazz di Siena.

La crescita artistica

È morto Alessandro Giachero, una delle figure di riferimento del jazz in Italia. Tra i pianisti più dotati della sua generazione, aveva incominciato a studiare da piccolo pianoforte per poi diplomarsi al conservatorio di Alessandria, sua città natale. Nel 1999 si trasferisce a Siena dove frequenta i seminari estivi di alta qualificazione professionale per musicisti jazz, completando in seguito gli studi con Stefano Battaglia. Nel 2000 ha ottenuto la laurea in musica “Graduate Diploma in Music” presso il Leeds College of Music in Inghilterra e ha vinto un premio in “Electronique Keyboard”. La sua escalation nel mondo del jazz lo porta rapidamente a diventare uno dei docenti dell'università, per poi fare l'ultimo passo nel 2012, quando diventa direttore didattico della Siena Jazz University.

Le apparizioni negli Stati Uniti

Tanti i progetti in cui era coinvolto, dalle collaborazioni con Anthony Braxton e con William Parker al trio T.R.E. con Stefano Risso e Marco Zanoli, formazione con cui ha esplorato in modo originale il rapporto tra composizione e improvvisazione. E ancora, tra le tante iniziative, la formazione con Sigurtà e Rabbia e quello con Marco Colonna e Thomas Stronen, in cui emerge il suo talento con gli strumenti elettrici e elettronici. Alessandro Giachero è stato anche parte del William Parker Resonance Quartet (con Hamid Drake alla batteria e Daniele Malvisi al sax contralto) e ha collaborato e suonato negli States, con diverse formazioni guidate da Anthony Braxton Quartet.

Il ricordo della Siena Jazz University

@sienajazz si stringe attonita intorno alla famiglia per l’improvvisa scomparsa di Alessandro Giachero. Il Presidente di Siena Jazz Fabio Bizzarri, Il Consiglio di Amministrazione, il corpo docente e non docente e gli allievi si uniscono al dolore della famiglia e piangono il grande musicista, pianista, compositore e improvvisatore, il didatta eccezionale per la sua dedizione ed il suo impegno, ma soprattutto, la splendida persona che è stato per loro. Questo il ricordo del Direttore Artistico di Siena Jazz, Franco Caroni: […] "Un uomo buono, sempre disponibile a risolvere i problemi didattici e umani che possono capitare in una istituzione come la nostra. Faceva parte della bottiglia mezza piena dell’umanità, una risorsa etica per tutti in questo tempo di egoismi e di asprezze emotive. Una persona trasparente musicalmente e umanamente. Alessandro era un amico su cui contare, sempre a disposizione per dare una mano ai giovani, un incitamento a spendersi tenacemente per raggiungere un obiettivo. Era un artista coraggioso, curioso e determinato a perseguire le proprie convinzioni musicali, un musicista coerente e corretto con se stesso e con gli altri.”

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Franco Caroni, direttore artistico del Siena Jazz Festival, lo ha voluto ricordare così: "Alessandro Giachero non è più con noi. Un malore improvviso lo ha tolto alla vita, alla sua famiglia, ai suoi amici, alla sua musica. Lascia la moglie Anna e il figlio Samuel. Un vuoto nelle anime di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Una sensazione di sgomento per la velocità e l’inesorabilità dell’accaduto. Un uomo buono, sempre disponibile a risolvere i problemi didattici e umani che possono capitare in una istituzione come la nostra. Faceva parte della bottiglia mezza piena dell’umanità, una risorsa etica per tutti in questo tempo di egoismi e di asprezze emotive. Una persona trasparente musicalmente e umanamente. Alessandro era un amico su cui contare, sempre a disposizione per dare una mano ai giovani, un incitamento a spendersi tenacemente per raggiungere un obiettivo. Era un artista coraggioso, curioso verso il nuovo e determinato a perseguire le proprie convinzioni musicali, senza indulgere a compromessi, un musicista coerente e corretto con sé stesso e con gli altri".