Il cantante francese Christophe è morto a causa di un problema polmonare, come riportano i giornali francesi che hanno dato l'addio a una colonna della musica d'Oltralpe. Christophe è morto giovedì sera a Brest, stando a quanto la sua famiglia ha comunicato all'AFP, a cui è stato detto che la morte del cantante è avvenuta a causa di un enfisema: "Christophe se n'è andato. Malgrado l'impegno di tutti i medici, le sue forze l'hanno abbandonato – si legge in un comunicato redatto dalla moglie Véronique e dalla figlia Lucie, che erano al suo fianco al momento del decesso -. In questo momento siamo senza parole e tutti i discorsi lunghi, sono futili in questo momento" scrivono, riprendendo una delle sue canzoni più famose, "Le mots bleus".

Da Aline a Les mots bleus, i successi di Christophe

Christophe era stato ricoverato lo scorso 26 marzo a Parigi, prima di essere trasferito in Bretagna. In Francia era un monumento un "cantante extraterrestre, compositore insaziabile, giocatore di poker incallito, nottambulo, edonista, Christophe era soprattutto l'autore e interprete di successi che sono impressi nella nostra memoria collettiva da decenni" scrive, ricordandolo, Les Inrockuptibles. Il cantante, infatti, aveva firmato e cantato veri e propri successi che fanno parte del canzoniere francese, da "Aline" a "Les Marionnettes" passando per "Les Paradis perdus", "Les Mots bleus", "Petite fille du soleil", "Un peu menteur" e  "Succès fou" tra le tante. Cinque decenni di successi, ricordava Libération in un ritratto del 2016, per capire quanto la sua figura e le sue canzoni sono state importanti per la Francia.

Christophe, cantautore rock

Christophe faceva parte di quei cantautori rock che avevano segnato la strada Oltralpe, assieme a monumenti come Alain Bashung, Gérard Manset. A metà degli anni '60 Chritophe ha 20 anni e mette a segno due successi come "Reviens Sophie" e "Aline", due successi enormi, e lui diventa un idolo, ma comincia a non sentirsi troppo rappresentato da quel mondo e così negli anni 70 incontra Jean-Michel Jarre e cambia mondo, si avvicina ai sintetizzatori e cambia suono, fino a "Les Mots Bleus". Proprio Jarre lo ricorda così: "È una tristezza enorme, perdo un membro della mia tribù, uno dei più grandi cantautori francesi. Più che un cantautore, era un sarto della canzone, un personaggio unico". Dopo un piccolo calo negli anni '80, Christophe torna nei '90, ormai è un mito, un'icona, indipendentemente dal successo di quello che succederà dopo. "Le sue parole, la sua melodia, e la sua voce ci ha accompagnato ed emozionato, con la sua morte , la canzone francese perde parte della sua anima, ma il sapore dolce amaro delle sue canzoni è indelebile" ha detto il Ministro della Cultura francese.