Conway Savage (ph Facebook Nick Cave & The Bad Seeds)
in foto: Conway Savage (ph Facebook Nick Cave & The Bad Seeds)

A 58 anni è morto Conway Savage, musicista e tastierista per trent'anni di Nick Cave e dei suoi Bad Seeds. Sebbene non siano stati resi noti i particolari riguardo la morte del musicista, molti media australiani e americani ricordano come lo scorso anno a Savage fosse stato diagnosticato un tumore al cervello. Nato nel 1960, il musicista mosse i primi passi nel mondo della musica negli anni 80 suonando il piano in vari gruppi (Happy Orphans, The Feral Dinosaurs, Dust On The Bible, and The Legendary Boy Kings, come ricorda ToneDeaf) prima di raggiungere, nel 1990, Nick Cave & The Bad Seeds a cui si aggiunse per suonare nel tour del loro sesto album "The Good Son", uno dei capisaldi della discografia del cantante australiano.

Da quel momento in poi, Savage avrebbe suonato anche negli album successivi come "Murder Ballads", "The Boatman’s Call", "Abattoir Blues/The Lyre of Orpheus" e "Dig, Lazarus, Dig!", ma il musicista si tenne stretto anche uno spazio solista, pubblicando vari album negli ultimi anni a cui hanno partecipato nomi noti della scena musicale australiana come Kim Salmon dei The Scientists e Robert Forster dei The Go-Betweens e Spencer P. Jones dei The Beasts Of Bourbon, scomparso solo un mese fa.

Nick Cave e la sua band hanno anche voluto ricordarlo con un sentito post sulle loro pagine social in cui oltre a tesserne le lodi hanno anche ricordato un momento preciso in cui Savage li ha lasciati letteralmente a bocca aperta: "Il nostro amato Convey è morto sabato pomeriggio. Membro dei Bad Seeds per circa trent'anni, Conway è stata la minaccia anarchica che riempiva le performance live della band. Era amatissimo da tutti, dai membri della band fino ai fan. Irascibile, divertente, terribile, sentimentale, cordiale, gentile, acerbo, onesto, genuino, è stato tutte queste cose e ha avuto, letteralmente, ‘in dono una voce d'oro' alta, dolce e zeppa di soul. In una di quelle nottate alcoliche alla quattro del mattino, nel bar di un hotel a Colonia, Conway si sedette al piano e ci cantò ‘Street of Loredo' in quel suo stile dolce e malinconico, fermando tutto per un istante. Non c'era un occhio asciutto. Ciao Conway, non c'è un occhio asciutto neanche qui".