Il cantautore Claudio Lolli è morto a 68 anni dopo una lunga malattia. Considerato uno degli artisti più impegnati del panorama musicale italiano, ha saputo raccontare in oltre trent'anni di carriera i sentimenti di una generazione, dall'amicizia, alla politica, passando per la desolazione umana e la crisi. Artista poliedrico, è stato anche scrittore e poeta. Ripercorriamo il suo vissuto.

Le canzoni più celebri di Claudio Lolli

Il primo album di Claudio Lolli risale al 1972: ‘Aspettando Godot' e l'artista – all'epoca ventiduenne –  è già in grado di far rispecchiare tantissimi adolescenti nell'angoscia che racconta magistralmente. L'anno successivo arriva ‘Un uomo in crisi. Canzoni di morte. Canzoni di vita' e Lolli inizia a contare su un pubblico che vede nei suoi versi l'espressione del proprio stato d'animo.  Nel 1975, il terzo album ‘Canzoni di rabbia' e l'anno seguente arriva ‘Ho visto anche degli zingari felici', uno degli album più amati dagli estimatori di Lolli. Nel 1977 esce ‘Disoccupate le strade dai sogni' e l'artista sembra ormai essere intenzionato a dedicarsi esclusivamente all'attività di insegnante. Nel 1980 arriva ‘Extranei'. Dopo altri tre album, segue il silenzio fino al 1992, quando torna con ‘Nove pezzi facili'. Seguono ‘Intermittenze del cuore', ‘Viaggio in Italia', ‘Dalla parte del torto', ‘La terra, la luna e l'abbondanza', ‘La via del mare', ‘La scoperta dell'America', ‘Lovesongs' e nel 2017 ‘Il grande freddo'. Nel corso della sua lunga carriera, l'artista ha dato vita a canzoni che resteranno per sempre impresse nella mente dei suoi fan: ‘Keaton' (interpretato da Guccini), ‘Michel', ‘Borghesia', ‘Ho visto anche degli zingari felici', ‘Angoscia metropolitana', ‘Quando la morte avrà', ‘Il grande Freddo', ‘Il mondo è fatto a scale', per citarne alcune.

Nel 2017 vince la Targa Tenco con ‘Il grande freddo'

Nel 2017 ha vinto la Targa Tenco con l'album ‘Il grande freddo'. In un'intervista rilasciata a Repubblica.it, raccontò come l'album fosse nato con estrema naturalezza, dalla collaborazione con Danilo Tomasetta, sax e produttore del disco, e con il chitarrista Roberto Soldati: "Danilo e Roberto sono come due fiumi carsici che ad un certo punto sono riapparsi in superficie. Ci siamo ritrovati in una serata tra amici ed è venuto spontaneo fare musica assieme ancora una volta. Posso dire che da loro e con loro è nata l’energia che ha dato vita a questo nuovo disco. Poi come possono testimoniare anche loro è venuto tutto spontaneo. Ci siamo un poco stupiti ma in fondo, ad essere sinceri, sapevamo che sarebbe tutto stato naturale. Ritrovarsi a suonare e ritrovare quell’alchimia che poi è nei suoni ed è nelle intenzioni di ogni canzone di questo nuovo disco. Sono passati 40 anni… ma in fondo certe cose non sono invecchiate di un giorno”.

Claudio Lolli, l'amore e la sofferenza per Bologna

Bologna è la città che ha dato i natali a Claudio Lolli e di cui lui era profondamente innamorato. Amava raccontarla e definirla la ‘Parigi d'Italia'. A volte, tuttavia, gli causava sofferenza: "Quando facevo concerti, fino a due anni fa, parlavo di Bologna come della città che mi ha cresciuto, la mia culla: la chiamavo ‘la Parigi d'Italia' perché è una città ricchissima di cultura, di stimoli, di idee. Io la sento come… una città meravigliosa. Certo, ci sono state tante delusioni politiche, tanti sindaci che non hanno fatto quello che ci si aspettava da loro. Questa forte appartenenza io però sto cercando di allentarla perché mi ha anche fatto soffrire molto. Posso solo dire che sono felice di vivere qui".