Charles Aznavour è morto a 94 anni. Il cantante è stato uno degli artisti francesi contemporanei più importanti e simbolici con una carriera di oltre 70 anni, successi enormi e oltre 1400 canzoni. Il cantante era amatissimo anche in Italia. Aznavour era stato considerato dalla CNN e dal Times come "il cantante di varietà più importante del XX secolo", le sue canzoni sono state tradotte in tante lingue e il cantante si è esibito in più di 90 Paesi con oltre 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Il cantante aveva anche recitato in circa 60 film, stando a quanto riporta Le Figaro che ricorda come la sua fama mondiale l'aveva portato anche a ricevere una stella sulla "Walk of Fame" nel 2017.

Come è morto Charles Aznavour

Aznavour è morto nella notte tra domenica e lunedì nella sua casa nelle Alpille a Sud della Francia, come hanno comunicato oggi i suoi portavoce. Il cantante aveva avuto già problemi di salute la scorsa estate, quando era stato costretto a cancellare alcuni concerti a causa di una frattura al braccia dovuta a una caduta, ma era di ritorno da una tournée in Giappone e avrebbe dovuto esibirsi a Bruxelles il prossimo 26 ottobre, data a cui ne dovevano seguire altre. Nel ricordarlo, Le Monde ha scritto che Aznavour era la Francia, ma non quella della Piaf né di Maurice Chevalier o di Charles Trenet, quanto, piuttosto, "la Francia internazionalista, terra d'accoglienza, che ha saputo insegnare ai ragazzi della Repubblica i valori fondamentali, ma anche il fascino, il romanticismo sexy" e soprattutto fu l'idolo di una "nuova generazione di immigrati": "Mi sono sempre interessato a tutti gli stili musicali, sono fiero di essere stato, in qualche modo, il primo a farlo in Francia. È per questo motivo che ho avuto successo nei paesi del Maghreb, presso gli ebrei e i russi". In un'intervista data all'Avvenire qualche anno fa parlò anche della morte: "La morte non mi fa paura (…) ormai dovremmo essere abituati, quando si è nati si muore di sicuro"

Le canzoni più celebri dell'icona francese

Le canzoni di Aznavour parlano molto di amore, in tutte le sue sfumature. Il fatto che il cantante scriva testi in sette lingue diverse, gli ha permesso di divenire celebre in tutto il mondo, e di duettare con i più grandi cantanti internazionali. Memorabili, su tutti, restano certamente alcuni titoli fortemente significativi della sua carriera, come "La Boheme", "Et moi dans mon coin", "Tous les visages de l'amour", "L'istrione", "Non j'ai rien oublié", "Le Cabotin".

Il suo amore per l'Italia

I rapporti con il pubblico italiano e con i suoi colleghi erano molto forti, come dimostrano le sue collaborazioni, le sue canzoni cantate nella nostra lingua, le partecipazioni al Festival di Sanremo come ospite e i cantanti che hanno reinterpretato le sue canzoni: collaborò con Giorgio Calabrese e Sergio Bardotti, nel 1972 fu tra i partecipanti del Festivalbar con "Quel che non si fa più", mentre salì sul palco di Sanremo nel 1981 come ospite fuori casa con "Poi passa" e nel 1989 con "Momenti sì, momenti no". A interpretare le sue canzoni sono stati, tra gli altri, Gino Paoli, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri e Franco Battiato, tra gli altri.

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