È morta Juliette Gréco, la cantante musa degli esistenzialisti francesi aveva 93 anni. Una voce elegante che ha accompagnato generazioni di francesi, che adesso ne piangono la scomparsa. Accanita bohemienne, fu una delle cantanti più importanti dell'epoca dei caffè parigini di Saint-Germain-des-Prés. Innumerevoli le collaborazioni con i grandi della musica, tra questi Miles Davis, con cui intrattenne una relazione. Sposata tre volte, con l'attore Philippe Lemaire, con cui ha avuto una figlia, con l'attore Michel Piccoli e col pianista Gérard Jouannest, attualmentre suo marito.

L'arresto nella seconda guerra mondiale

Nasce a Montpellier, nel dipartimento dell'Hérault, da padre corso, Gérard Gréco, e da madre francese originaria di Bordeaux, Juliette Lafeychine. Dopo il loro divorzio viene cresciuta dai nonni materni. A sedici anni fu coinvolta nella Resistenza e prima che la seconda guerra mondiale finisse, fu arrestata dalla Gestapo e rischiò di essere deportata. Poi si trasferì nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés a Parigi, diventando punto di riferimento di quell'epoca. Amica personale di Jean-Paul Sartre, cantò alcuni sui versi in La Rue des Blancs-Manteaux. Fu lo stesso anche per Raymond Queneau e Jacques Prévert (Les feuilles mortes).

Il percorso nel cinema

È stata anche attrice di rilievo, ha saputo distinguersi per interpretazioni notevoli anche presso il pubblico italiano, con il famoso sceneggiato televisivo Belfagor, trasmesso dalla Rai negli anni sessanta. Suo era il doppio ruolo di Luciana Borel e di Stéphanie Borel. Juliette Grécoa aveva una grande passione per la saga di Belfagor che l'ha accompagnata per tutta la vita, spingendola nel 2001 ad apparire in un breve cameo in Belfagor – Il fantasma del Louvre, film che cercò di rilanciare il mito dello sceneggiato degli anni sessanta.