Sono stati i Jackal a tentare di spiegarci cosa faceva il Maestro Beppe Vessicchio durante i cinque giorni del Festival di Sanremo e lo hanno fatto facendoci sorridere. Però, ironia sul web a parte, come ogni anno "Dov'è Beppe Vessicchio?" è stata ancora una volta una delle domande più ascoltate durante la kermesse. Con la sua barba bianca e la sua gentilezza, Vessicchio s'è guadagnato, negli anni, un posto di riguardo nei cuori degli amanti di Sanremo e non solo, anche se da qualche anno è meno presente del solito, ma non assente: "Ho una difficoltà in questi ultimi tempi, forse è colpa di qualche capello bianco, ma mi rendo conto che la musica degli ultimi tempi segue la necessità di uno scaffale, i luoghi in cui viene promossa e diffusa la musica hanno dei limiti precisi: la musica non si può ridurre sempre e soltanto a un messaggio che abbia sempre una dinamica molto spinta perché altrimenti in radio perde, la musica non può essere ascoltata in maniera sempre così fugace, dobbiamo trovare a cercare un elemento affettivo nei suoi riguardi. Mi rendo conto che vado alla ricerca di cose che non sono vicine a tutte quelle che negli ultimi tempi ho visto".

Brix Factor: la musica e i pomodori

Insomma, il Maestro non era sul palco ma era comunque presente al Festival dove ha presieduto la "Giuria dei Pomodori" (sic): da anni Vessiccho è impegnato a studiare gli effetti della musica sugli ortaggi, del perché Mozart aiuti (più di Beethoven, per esempio) una miglior crescita di pomodori e zucchine (non a caso la sua autobiografia, uscita lo scorso anno si chiama "La musica fa crescere i pomodori"). Al Festival quindi ha presieduto e tentato di consegnare il Premio “Brix Factor” nato proprio dalla correlazione tra musica e pomodori: "Il modo in cui si aggregano le molecole dei pomodori, infatti, pur restando invariabili, è suscettibile alle frequenze della musica armonico-naturali. Insomma, pare che anche i pomodori – dopo la sperimentazione svolta in collaborazione con Fofò Ferriere, grande esperto ed estimatore dell’ortaggio in questione – abbiano ‘gusti e preferenze musicali'" si legge nella nota stampa. I vincitori di quest'anno sono stati i Negrita la cui musica ha avuto il miglior effetto su questo ortaggio, ma come per il Sanremo vero anche questo è stato soggetto a una polemica: "Al momento, però, è tutto sospeso in attesa dei riscontri da parte degli inquirenti." si legge nella nota ironica a cui hanno risposto i Negrita "Peccato, ci avevamo fatto… la bocca, ma attendiamo fiduciosi il corso delle indagini. È il classico caso di giustizia ad orologeria".

Le impressioni di Vessicchio

Prima delle finale avevamo chiesto al maestro quali fossero state le sue impressioni: "Ho visto poche cose e dico con sincerità le mie impressioni: in un dopofestival ho visto Federica Carta con Shade e confesso che pensavo che Shade fosse la vecchia Sade, per cui quando ho scoperto che era un rapper inizialmente sono rimasto deluso, ma dopo invece mi sono sorpreso perché ho visto un rapper che non ha bisogno di mettersi il cappuccio sulla testa che non s'è portato la mano sulla patta dei pantaloni e una buona abilità di improvvisazione, uno spirito critico, una moderazione mentre parlava, in contrasto con quello che era l'esercizio artistico. Mi è sembrato sinceramente appassionato del linguaggio e poi lei ha una buona sicurezza vocale. Insomma, il brano non appartiene al mio genere preferito ma riconosco il loro valore tecnico. Poi ho ascoltato Cristicchi e mi ha ricordato il Cristicchi di sempre: intenso, non banale, che racchiude in un'unica persona quello che altri devono fare scindendo il palco con due protagonisti, mi ha colpito l'intensità. Un'altra cosa che mi ha colpito sono stati i rapper che si avvicendavano e si annullavano: secondo me metterne così tanti insieme non ha aiutato qualcuno di loro a emergere, è come se mettessimo in un festival 13 voci liriche che partecipano al mondo della canzone leggera, quindi qualche danno gliel'ha fatto".

I musicisti e il direttore d'orchestra all'Ariston

Una delle cose che sono saltate subito all'occhio guardando la posizione dell'orchestra sul palco è stata la distanza del Direttore d'orchestra: "I musicisti mi avevano detto che si trovavano bene nella loro posizione d'orchestra perché erano sul palco, anche se in realtà erano sotto al palco, c'erano difficoltà della regia, non c'era spazialità. Il Direttore d'orchestra a distanza crea problemi perché per quanto molto del materiale goda dei sincronismi in cuffia, i famosi clic, quindi il direttore, per quanto riguarda l'aspetto del tempo potrebbe pure star lontano, però ti toglie il contatto. Ho notato che Wesley si è dovuto avvicinare, perché non usufruendo di questi sincronismi rendono quasi inutile la figura del Direttore Wesley lo cercava il contatto".

Il progetto con l'Antoniano

La sua assenza dal palco è dovuta perché non c'è stato alcun progetto presentato la Festival, per quanto riguarda gli artisti in gara, però c'è stata quasi la possibilità che salisse comunque grazie all'interessamento del Direttore artistico Claudio Baglioni: "Devo spezzare una lancia a favore di Claudio Baglioni che si prende i meriti e anche di demeriti quando tutto sommato gli ascolti sono inferiori più a se stesso che agli altri festival: quando ha saputo che non dirigevo, supponendo cosa potesse accadere mi aveva fatto contattare e stavamo ragionando su cosa fare anche perché non verrò mai a dirigere entrando da una porta di servizio, avevo fatto notare che c'era un'iniziativa benefica dell'Antoniano di Bologna e siccome sono stati molto attenti ai numeri del web per quanto riguarda la selezione, ho fatto notare che il canale web dell'Antoniano era in testa alla classifica di iscritti e così se proprio devo esserci mi avrebbe fatto piacere che ci fossero loro con me sul palco, poi non siamo riusciti a organizzare".

Un Paese che pensa con la pancia

Infine Vessicchio ha anche parlato, partendo dal concetto di "armonia" che era alla base di questo Festival – almeno nelle intenzioni di Baglioni -, della situazione del Paese: "Claudio ha parlato di armonia, anche se devo dire che un clima armonico tra lui , la stampa etc l'ha evocato, però ho visto che in questo momento è molto difficile riuscire a respirarlo. L'anno scorso era un altro Paese, quest'anno è un Paese che sta sentendo dei problemi in maniera forte e sta reagendo con la pancia a una serie di informazioni. Io mi sento più vicino a Socrate che diceva che piuttosto che un'opinione è meglio avere prima una conoscenza".