È andata così. Diodato non parteciperà alla gara dell'Eurovision Song Contest, ma sarà sicuramente tra i protagonisti di Europe Shine a Light, ovvero la serata pensata dagli organizzatori dell'ESC per non saltare definitivamente un'edizione della manifestazione e che sarà trasmessa su Rai Uno condotta da Flavio Insinna e Federico Russo, contemporaneamente su Radio 2 con Gino Castaldo ed Ema Stokholma. Una serata che nasce, a detta degli organizzatori, anche guardando come gli italiani cantassero "Fai rumore" a squarciagola dai balconi, durante i primi giorni di lockdown dovuto proprio alla pandemia di Covid-19. Nessuno saprà mai cosa avrebbe potuto essere, se la canzone di Diodato avrebbe potuto vincere, piazzarsi etc, ma sappiamo benissimo, stando alle prime immagini, che "Fai rumore" segnerà la serata e non solo. Diodato, infatti, ha registrato la sua versione in un'Arena di Verona completamente vuota. Immagini suggestive che regalano una veste nuova e ancora più commovente alla canzone che ha vinto Sanremo e che è diventata un piccolo instant classic contemporaneo.

Fai rumore è stato di ispirazione per la creazione di questo nuovo format. Cosa è diventato questo pezzo? 

Fai rumore si è ovviamente trasformata, ma un po' come succede a tutta la musica, tutte le canzoni, il cui significato cambia negli anni, a volte non ti ricordi neanche bene da dove sono partire, ma percepisci ciò che sono diventate.

E noi cosa siamo diventati, con quello che stiamo passando?

Noi siamo diventati ancora più consapevoli della bellezza, del privilegio della vita, di quelle cose che prima ci sembravano banali, normali e oggi sono così speciali; probabilmente tutti noi ci siamo resi conto di quanto fosse già speciale quello che vivevamo qualche mese fa. Io ho vissuto momenti di grande commozione come tutti, forse perché tutti noi ci siamo riconnessi con un'emotività che abbiamo spesso trascurato.

Hai già avuto modo di confrontarti con pubblico e giornalisti stranieri? Che feedback hai avuto?

I feedback che ricevo dall'estero, sia dai giornalisti che dal pubblico, dalle persone, sono incredibili: ho scelto di cantare in italiano, ero convinto che quella canzone potesse comunicare qualcosa anche nella nostra lingua, perché ho sempre pensato avesse i tempi giusti per essere comprensibile. Vederla, adesso, cantata da americani, australiani, russi, da persone di tutto il mondo mi riempie d'orgoglio. Sono anche molto belle le versioni in lingua che stanno facendo in giro per il mondo.

Hai detto di essere ottimista e di guardare il bicchiere mezzo pieno. Questa resta un’occasione mancata, almeno un po’, o un’occasione, minore, ma comunque importante?

È diventata un'occasione diversa, come tutto, sempre. Anche quando mi si sono chiuse delle porte in faccia, quando ho ricevuto quelle che per molti erano sconfitte, ho sempre voluto pensare che da quei no, da quei rifiuti, quelle difficoltà sarebbe nato qualcosa, un terreno ancora più fertile per ricevere i sì, gli abbracci, l'amore di più persone, ed è sempre stato così, per questo continuo e continuerò ad avere questo tipo di ottimismo.

Durante la serata ci saranno collegamenti anche con altri colleghi che hanno partecipato negli anni scorsi. C’è qualcuno che ti ha chiamato, che ti ha dato qualche consiglio per muoverti con un pubblico internazionale?

No, non ho parlato più di tanto con i colleghi, mi sono confrontato un po’ con Mahmood, un po’ con Ermal Meta, abbiamo parlato soprattutto della loro partecipazione  e mi hanno detto che sarà una cosa bellissima. Il formato della manifestazione è diverso ma sarà bello, sarà un modo per mostrare ancora una volta il potere della musica.

Mi racconti come è stata l’esperienza all’Arena vuota?

Registrare all’Arena è stato pazzesco, ero lì da solo e ho sentito davvero il peso, in senso positivo, di quelle pietre, di quella storia che porta con sé quel tempio della musica mondiale. Ho pensato anche a tutti gli artisti che sono passati lì e a tutta l’emotività che è stata condivisa in quel luogo, è stato strano ma anche molto bello sentire la mia voce e tornare indietro, ho avuto la sensazione che fosse arricchita da quella storia. So che è stato un grande privilegio.

È stata un ‘Buona la prima'?

No, no, ho cantato tante volte la canzone, almeno 30, ho avuto modo di provare, ricantarla, è stato bellissimo, e, ripeto, un grande privilegio aver avuto modo di riaccendere le luci di un luogo così importante per la nostra storia e per la storia dell’umanità, perché ogni luogo di cultura è una testimonianza degli esseri umani.

In conferenza stampa hai detto un paio di volte che ci si vede l’anno prossimo per la gara. C’è qualcosa che non sappiamo? Che speranza hai per il 2021 rispetto alla gara?

Ho sempre detto che mi piacerebbe in qualche modo partecipare anche all’Eurovision del prossima anno, ma sono consapevole di tutte le difficoltà che ci sono, però ci sono tante forme possibili, sarei contento. Devo dire che sono già molto felice di ciò che è capitato quest’anno.

Hai detto che stai scrivendo musica nuova. Dobbiamo spettarci qualcosa per un’edizione deluxe o addirittura un nuovo album?

Il mio album si chiama "Che vita meravigliosa" e il significato di quest’album e di queste canzoni è stato amplificato da ciò che è accaduto perché ho sempre guardato alla vita come una forza inarrestabile e imprevedibile e ce lo ha dimostrato ancora una volta. Motivo per cui alcune canzoni suonano ancora molto attuali, alcuni sguardi sembrano così attuali, perché credo che il problema dell’incomunicabilità sia sempre stato un problema nostro, anche di quando potevamo parlarci e abbracciarci ma per qualche motivo non lo facevamo. Quindi ho pensato che anche le canzoni nate in questo periodo potessero far parte di un discorso che continua, quindi spero di potervi fare ascoltare presto qualcosa di nuovo.

Ti è già arrivata qualche altra proposta dal Cinema? Se potessi sognare, con chi ti piacerebbe collaborare?

Il cinema si è avvicinato ancora di più dopo la vittoria del David di Donatello, questo mi fa piacere perché ora lo sento molto più vicino, e mi fa piacere perché è una grande passione della mia vita. Ci sono tantissimi registi, dovessi sceglierne uno internazionale penserei a Inarritu.