video suggerito
video suggerito

Diario: Una sotto il cielo di Bruxelles

Continua il viaggio della cantautrice pugliese Una in giro per l’Europa. Dopo la tappa berlinese è toccato a Bruxelles ospitare il tour di presentazione di “Come in cielo così in terra”.
81 CONDIVISIONI
Immagine

Caro diario,

sono così euforica che ho dimenticato quello che volevo scrivere! Per certo posso dirti che Bruxelles è una città assolutamente da vivere e vedere. E' la seconda volta che ci torno e mi ha fatto un’impressione ancora migliore della prima, una città in crescita, aperta e libertaria, accogliente e totalmente interraziale. Una città d'arte dove la gente desidera, sogna, realizza, lavora duro per concretizzare i propri progetti. La parola “stato” o governo a Bruxelles, non è una parolaccia, anzi i giovani la pronunciano con un senso di tenera appartenenza e serenità. La maggior parte della gente fa il lavoro per il quale ha studiato e sudato e sono voraci di arte e divertimento. Sono curiosi e apprezzano gli artisti emergenti, perché non amano seguire acriticamente i trend o i fenomeni di massa, piuttosto amano andare alla ricerca delle ultime uscite, leggere gli ingredienti sull'etichetta degli alimenti, informarsi di politica e attualità, perché sanno che tutto dipende da loro, tutto si cambia e realizza a partire dalla propria volontà.

Amico diario, ma perché noi abbiamo perso la capacità di credere e sognare? Perché abbiamo perso la fiducia in noi stessi e negli altri, nelle istituzioni? Cosa potremmo fare per debellare la nostra passiva recriminazione, e cominciare a prenderci cura del nostro paese, come ci prenderemmo cura della nostra casa? E soprattutto perché il nostro paese non si prende cura di noi? Pensa che a Bruxelles una visita da un medico specialista costa solo 30 euro, se sei un artista e ci sono periodi in cui non hai concerti, mostre o spettacoli, lo stato ti garantisce un sussidio che ti permette di pagare affitto, bollette e di fare la spesa almeno fino al prossimo ingaggio. E sai perché lo fanno? Perché credono che un popolo felice e realizzato renda un paese forte e in salute. Sì hai ragione, ora vuoi sapere del concerto… che dire è stato bellissimo ed emozionante, la Piola libri, dove abbiamo suonato è un posto pregno di magia, libri, gastronomia, vini e musica. Due soci italiani, un Bolognese e un Torinese che diversi anni fa hanno intrapreso questa avventura ed oggi sono un punto di riferimento per i musicisti italiani all'estero.

Punto primo voglio dirti quanto è meraviglioso suonare alle sette di sera! Ma perché in Italia i concerti non iniziano mai prima delle undici di sera? Non immagini quanto sia bello aver finito di suonare e sapere che sono solo le 21.00, cioè voglio dire, un musicista in questa maniera può anche avere una vita, ti rendi conto? L'atmosfera alla Piola è distesa, tranquilla, pregna di quella profondità che i luoghi pieni di libri ti sanno trasmettere, c'è sempre un via vai di gente di ogni nazionalità e paese, che fa aperitivo, chiacchera, interagisce e ride a gran voce. Sono rimasta piacevolmente colpita del fatto che il concerto fosse popolato di gente molto diversa tra loro, giovani musicisti, famiglie di fatto, coppie gay, mamme papà e bambini! Ho scoperto di avere un piccolo ma prezioso pubblico internazionale, quindi puoi capire come mi senta! Gianni e Luca sono eccitatissimi, fotografano, assaggiano, musicano qualsiasi cosa passi sotto i loro occhi e mani, che bello averli come compagni di viaggio e di musica, pensa che in preda all'euforia del momento, hanno addirittura lanciato su Instagram una mini webseries che rivela aneddoti e momenti grotteschi di questo tour! Ora devo scappare, altrimenti rischio di perdere il treno per Parigi… e sì caro diario, domani Paris.

Qui altre foto dal tour.

81 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views