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De Gregori: “A Lucio Dalla tributati omaggi troppo spettacolari”

Nel presentare il suo best of “Vivavoce” De Gregori ha accennato al modo in cui l’Italia ha omaggiato il suo amico e collega Lucio Dalla dopo la sua morte, ritenendolo giusto ma evidenziando un eccesso smodato in alcuni casi.
A cura di A. P.
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Francesco De Gregori ha presentato negli ultimi giorni "Vivavoce", 40 anni di carriera e successi, di canzoni indimenticabili e di un'immagine di personaggio schivo "che non c'è mai stata", raccolti in un doppio cd: 28 brani che hanno conseguito un successo in termini di vendite e critica abbastanza unanime. Nell'opera, che contiene una raccolta dei suoi principali successi di carriera rivisitati dal punto di vista strumentale e delle ambientazioni musicali, ci sono anche degli omaggi all'amico e collega Lucio Dalla, scomparso più di due anni fa. Nella versione rivisitata di "Santa Lucia", in particolare, il finale è caratterizzato dal riff di "Com'è profondo il mare". In un'intervista rilasciata a Radio 105, il cantautore ha spiegato il perché di questa scelta, motivandola col fatto che fosse la sua canzone preferita di Dalla. E nel motivare questa scelta, affrontando proprio il tema a lui caro di Dalla, De Gregori non ha mancato di fare un appunto nel merito delle modalità di celebrazione che l'Italia ha deciso di dedicare al cantautore bolognese:

Mi è piaciuta e l’ho messa anche nel disco come omaggio. A Lucio sono stati giustamente tributati molti omaggi dopo la morte, e questo è doveroso. Alcuni sono stati anche troppo spettacolari. Io trovo che in Italia abbiamo dei modi di spettacolarizzare la morte di personaggi pubblici. Mi ricordo per esempio Lady D … Io su queste cose mi sono tirato indietro. Poi ognuno vive come crede e come sente la scomparsa delle persone che ama, però mi sembrava giusto che sul piano musicale potesse essere ricordato in modo così semplice. Tra due musicisti che hanno scritto due canzoni, forse la cosa migliore è dire “C’è questo ponte che ci lega al di là del fatto incidentale che tu sei morto e io sono vivo. Le canzoni sono vive tutte e due e stanno insieme

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