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6 Novembre 2016
18:51

Date uno stadio ai Thegiornalisti, anello di congiunzione pop tra indie e mainstream

Sono una delle realtà più importanti del pop italiano di questi ultimi anni. Amati e odiati, hanno sdoganato definitivamente la porta a un pop che pesca da sonorità anni ’80: sono tornati i Thegiornalisti, con “Completamente Sold Out”, un album che li proietta in una dimensione più… ampia.
A cura di Francesco Raiola
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Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti (foto di Riccardo Ambrosio)
Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti (foto di Riccardo Ambrosio)

Il titolo giusto lo ha scelto Calcutta, che ha chiamato il suo secondo-ma-primo album "Mainstream", giocando con un mondo che in qualche modo lo ha accolto volentieri. I Thegiornalisti, qualche anno fa, invece, preferirono "Fuoricampo" come nome di un album che da lì a poco li avrebbe fatti esplodere, grazie anche a una sterzata importante nel suono. E da tre anni sono loro, spesso grazie al frontman Tommaso Paradiso (gli altri membri sono Marco Antonio Musella e Marco Primavera), il più importante legame, oggi, tra quello che etichettiamo come indipendente e quello che, allo stesso modo (probabilmente sbagliato, ma vale per tutte le etichette), chiamiamo mainstream.

Un immaginario anni '80

In realtà la differenza, lo sappiamo, sarebbe tra bella musica e brutta musica e le canzoni dei Thegiornalisti piacciono a molti, partendo da quelli che anni fa li andavano ad ascoltare nei locali, spesso piccoli, di cui è piena l'Italia musicale e poi pian piano hanno cominciato a fare capolino anche nelle stanze dei bottoni, là dove si creano i casi musicali: le radio mainstream, quelle che con un po' di voglia possono creare e disfare fenomeni. Ma dell'essere fenomeno in quanto tale, probabilmente, Paradiso se ne frega, la sua voglia, come ci disse qualche anno fa, era poter fare canzoni che restassero e che affondassero le mani in quello che è il suo mondo, fatto di suoni sintetizzati, immaginario anni '80, amore, Luca Carboni, Venditti, Vasco, Roma e Cristian De Sica. Un immaginario che appartiene a molti dei suoi coetanei e non solo e su cui, anche grazie ai social, sta costruendo un racconto personale che alla fine trasporta oltre che nella musica, anche nei suoi video.

Lo sdoganamento delle grandi radio

Scelsero "Fuoricampo", ovvero uno dei gesti più importanti del baseball, forse il più importante e questa volta hanno scelto "Completamente Sold Out" – prendendolo a prestito dalle prime due canzoni dell'album – altro titolo che fa volare alti, altissimi, in realtà. E oggi i Thegiornalisti volano, supportati da una nuova etichetta, la Carosello, da una popolarità cresciuta esponenzialmente in questi anni – e anche le critiche che sono proporzionali, come noto, al successo – e dalle radio mainstream, quelle che sono viste come il male e che da qualche mese si sono innamorati di questo gusto anni '80: Radio Deejay è stata una delle prime, sicuramente una delle più affezionate, prima dell'arrivo del carrarmato RTL 102.5 che ha dato un colpo importante alle ambizioni della band, fino a Radio Italia e lo sdoganamento definitivo per le famiglie.

Indicare una ‘nuova' strada del pop

Come ogni fenomeno che si rispetti i Thegiornalisti spaccano il pubblico, ma nonostante ciò è difficile non rendersi conto di come, con "Fuoricampo", abbiano aperto definitivamente una strada, anche grazie alle sapienti mani di Matteo Cantaluppi che li ha aiutati a costruire questo suono che ormai caratterizza una bella fetta di cantautorato indipendente (dagli Ex Otago, non nuovi a queste sonorità, ai Canova, passando per Leo Pari – che della band è un membro aggiunto nei live – all'ultimo Michele "Mezzala" Bitossi, tra gli altri). Ma è l'immaginario di Paradiso a dare una spinta definitiva alla vita della band: dalla promiscuità ai nuovi Mario Balotelli, le canzoni del cantante si sono spostate verso un immaginario ancora più intimo e notturno, ma non meno di massa, fatto di canzoni pieni di ritornelli squarciagola, "da stadio", e l'idea pare proprio essere quella, ovvero costruire canzoni da sparare a palla in auto coi finestrini aperti e il braccio fuori, con un mood come quella scelto proprio per "Completamente", video simbolo della band – diretto da Francesco Lettieri -, pieno di citazioni cinematografiche che rendono l'idea di quello è più difficile descrivere a parole che mostrare.

Un racconto intimo, notturno ma di massa

Non ha mezze misure Paradiso, non ha paura delle esagerazioni, così come non ne ha di mostrare il suo lato più fragile; pare mettere tutto su un piatto e dire: "Questo sono io, questo è il meglio e il peggio di me, e non so spiegarvelo meglio che mettendovelo in versi e musica". Nascono così testi come: "Vorrei morire brillo, mentre ascolto questa canzone, sfrecciando a duemila sotto un lampione. Vorrei che il funerale, fosse sold out" ("Sold Out"), parentesi come "Tu mica c'hai la verità, mh!, tu mica c'hai la verità" (con titoli come "Sbagliare a vivere"), il parlato ne "Gli alberi" o quello che dà il la a "Fatto di te", o quello de "Il tuo maglione mio", quel "Quando la merda vola alta almeno levati il berretto” (incipit di "Non odiarmi") e un ooohhhh da stadio. Nonostante ormai abbia già i suoi inni da far cantare a fan scalmanati sotto al palco – no, non esageriamo -, forse Paradiso non ha ancora scritto la loro "Mare mare" (di quel Carboni amatissimo dal nostro, che poi gli ha scritto anche "Luca lo stesso") o la loro "Modena", ma questo è un bene, perché vorrebbe dire che i Thegiornalisti hanno ancora cose da dire e migliorare.

L'appello a Jovanotti

Quello che c'è, però, è una strada lunga anni, fatta di musica, tentativi, sudore, odio ma anche tanto amore: una serie di cose che li ha portati a esordire in 17a posizione e poi, andando controcorrente, migliorare questa settimana, arrampicandosi in 11a posizione nella speranza che, chissà, la settimana prossima non riescano a fare un passo avanti, aiutati anche dall'ospitata a Che tempo che fa. Ma in fondo, conta poco, in attesa di un San Siro/Olimpico tutto loro, basterebbe un Jovanotti che li chiami ad aprire una data in qualche stadio d'Italia. Jova, ci senti?

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