Per quest'ultima tappa del secondo anno di Risorgimarche, il Festival voluto e ideato lo scorso anno da Neri Marcorè per la rinascita delle comunità colpite dal sisma, è atteso un ospite d'eccezione: a Matelica, sui prati dell’Abbazia di Roti vicino anche San Severino Marche, a partire dalle 16.30, infatti questa sera si esibirà Jovanotti che suonerà assieme alla sua band formata dal marchigiano Saturnino, Riccardo Onori , Leo di Angilla e Gianluca Petrella per una serata che si prevede più come una festa che come un concerto, anche perché nei giorni scorsi Jova (ma anche Petrella) ha invitato il pubblico a portarsi da casa un po' di strumenti, percussioni, fiati, chitarre e tutto quello che può servire per rendere unico l'appuntamento.

"Domenica pomeriggio vi aspettiamo per la festa finale di quest’anno di RISORGIMARCHE. Sono felice di esserci, venite a vivere questa avventura, vi aspetto, sarà un grande abbraccio sotto al sole" scrive Jovanotti sui suoi social, specificando, appunto, che "sarà un concerto speciale, diverso, improvviseremo con quello che troviamo suo posto portandoci il minimo indispensabile di strumentazione. Sarò insieme a Saturnino, Riccardo Onori , Leo di Angilla e Gianluca Petrella e siamo pronti a tutto".

Il cantante fa anche il servizio meteo e invita tutti a muoversi in tempo perché ci sarà da camminare: "Le previsione danno tempo buono, molto caldo però. C’è da camminare un po’ ma ci sono anche servizi per chi ha disabilità per poter raggiungere il prato davanti all’Abbazia di Roti (nel comune di Matelica una delle zone colpite dal recente terremoto). Sul sito di Risorgimarche ci sono le informazioni e i contatti eventuali per avere più dettagli. Grazie Neri Marcorè per avermi invitato, ci vediamo domenica!"

Il Festival, che nei giorni scorsi ha visto esibirsi, tra gli altri, Piero Pelù, Simone Cristicchi, Luca Carboni, Clementino, Toquinho ed Elio e Rocco Tanica, come si legge sul sito, più che un festival musicale è "un modo per regalare entusiasmo, emozione e senso di comunità a tutte le persone colpite dal terremoto. È un modo per godere di questa terra, camminando, prendendosi il proprio tempo e gettando lo sguardo verso le tante bellezze che delineano una regione veramente plurale. È un modo per assaporare i prodotti creati con assoluta maestria da allevatori e agricoltori. È un modo naturale di fare musica, con artisti e pubblico insieme su un prato, alla luce del giorno".