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Concerto Primo Maggio 2011, la Bandabardò polemizza: che passo indietro

Il concerto del Primo Maggio si avvicina, e il leader della Bandabardò, Enrico Greppi, esterna tutta la sua insoddisfazione per l’organizzazione di quest’anno.
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Concerto Primo Maggio 2011

Il legame tra il Concerto del Primo Maggio e la Bandabardò è stato sempre piuttosto forte, ma qualcosa sembra essersi incrinato quest'anno, visto che il leader della band fiorentina, Enrico "Erriquez" Greppi, ha espresso tutta la sua delusione per il modo in cui tale edizione sia stata organizzata.

Intervistato da rockol.it, Erriquez ha esternato i motivi di tale delusione, menzionando principalmente la decisione di santificare il Karol Wojtyla proprio nel giorno della festa dei lavoratori: «Cosa mi aspetto dal concerto del Primo Maggio di quest'anno? Un passo indietro. Il Primo Maggio, secondo noi, ha un altro significato, ovvero quello di ricordare le vittime di professioni disumane e la lotta per i diritti dei lavoratori. Ci pensiamo un giorno all'anno, il primo maggio appunto, e se ci tolgono anche questo siamo a posto. Già il fatto che abbiano scelto lo stesso giorno per santificare Karol Wojtyła mi sembra una forzatura, oltre che ad una mancanza di rispetto: ci sono altri 364 giorni per farlo, e invece no, proprio il Primo Maggio… Noi rispettiamo il Papa, ma questo è il giorno dei lavoratori.»

Polemiche anche per quanto concerne l'uso del concertone a "scopi propagandistici": «E il concertone è una festa, alla quale partecipi senza personalismi, senza la voglia di passerelle mediatico-televisive: non c'è spazio per l'ego, suoni quanto e quando ti dicono si suonare, senza stare a questionare sul tuo posizionamento in scaletta o sulla durata del set che ti è stato assegnato. E poi, soprattutto, devi essere coerente con lo spirito della manifestazione: i tanti colleghi che vengono solo per sfruttare la vetrina televisiva lasciano il tempo che trovano. L'anno che ho visto Enrico Ruggeri su quel palco solo perché qualche giorno dopo aveva un disco in uscita sono rimasto molto perplesso…».

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