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Com’è essere una ragazza in una band? Ve lo spiega Kim Gordon dei Sonic Youth

Con “Girl in a band” Kim Gordon, artista ed ex bassista dei Sonic Youth, scrive un romanzo di formazione, che racconta il suo percorso, ma anche un movimento e un mondo musicale in cui era normale chiedere come ci si sentisse ad essere una donna in una gruppo rock.
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A cura di Francesco Raiola
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Kim Gordon, musicista e artista (Getty Images)
Kim Gordon, musicista e artista (Getty Images)

Quello di Kim Gordon è un memoir, certo, ma anche un libro che si incastra perfettamente in quel filone che comprende "Please Kill Me" di Legs McNeil e Gillian McCain, fatto di interviste ai protagonisti della scena newyorkese di inizio anni '80, e che ritraeva ad esempio Robert Mapplethorpe e Patti Smith seduti sul marciapiede di fronte al Max's a causa del loro "aspetto malandato" e "Post-Punk 1978-1984" del critico Simon Reynolds, in cui tornano alcuni di quei personaggi che riempiono "Girl In A Band" (minimumfax, traduzione di Tiziana Lo Porto), autobiografia di una delle donne più amate del rock mondiale e libro dalle varie letture: appena uscito ha colpito soprattutto la parte pruriginosa, quella legata al gossip che riguardava il rapporto con Thurston Moore, cantante e chitarrista dei Sonic Youth ed ex marito della Gordon, o i suoi giudizi su personaggi come Jeff Koons e soprattutto Courtney Love. Ma è dal suo rapporto – e condivisione del palco – col marito fedifrago da cui si parte prima di attraversare la vita di una ragazza che si trova a confrontarsi con una famiglia borghese, un fratello malato che influenzerà il suo carattere e una spiccata sensibilità artistica che pian piano si sviluppa e prende forma sopra e sotto a un palco.

Kim Gordon è una donna, ed è una donna che deve fare i conti con un mondo, quello musicale, prevalentemente maschile (e maschilista), aspetto da cui nasce anche il nome del libro, che si rifà a una delle domande che le facevano più spesso: "Com'è essere una ragazza in una band" (declinata, qualche anno dopo, in "Com'è essere una mamma rock'n'roll?"), che forse non risulterebbe assurda – qual è – neanche adesso.

La nostra cultura non permette alle donne di essere libere come vorrebbero, perché fa paura. Quelle che provano vengono evitate o considerate pazze.

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"Girl In A Band", un romanzo di formazione

Il libro racconta, dunque, la formazione di una ragazza nel mondo dell'arte, in un periodo fervido come quello tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, passando per Los Angeles dove viveva con una famiglia borghese e intellettuale, all'arrivo in una New York caotica, in cui è l'amore per l'arte a mantenerla a galla anche prima della musica. Si considerava "una rockstar in miniatura", una ragazza con un buon orecchio e "a casa fissavo per ore le copertine e le foto di Marianne Faithfull, Anita Pallenberg, Peggy Lipton, Joni Mitchell e altre ragazze fiche e volevo essere proprio come loro". Ma all'inizio reggere il confronto non fu semplice; la Gordon era una ragazza normale che non riusciva a distinguersi come bisognava distinguersi all'epoca e prendendo pian piano coscienza che forse era quella sua normalità uno dei suoi punti di forza, così come inizialmente ha difficoltà ad affrontare un mondo, quello dell'arte che comincia a diventare sempre più principalmente un business.

Un'altalena tra vita pubblica e privata

Come loro lo diventerà attraversando frequentazioni volatili con personaggi come Julian Schnabel o Jeff Koons o altre più importanti come Neil Young con cui andranno in tour, Denny Elfman che frequenta per un po' o quel Kurt Cobain con cui ha un rapporto breve ma molto intenso (sarà, inoltre, una delle 4 cantanti donne chiamate a cantare con i Nirvana in occasione dell'introduzione della band nella Rock & Roll Hall Of Fame). Pian piano che il libro avanza e la Gordon introduce tutti i temi, il libro comincia a cadenzarsi sulla band e la sua genesi ("All'epoca noise, rumore, era un insulto, una cosa offensiva, la parola più sprezzante che potevi indirizzare alla musica" dice, finché Moore non decise che c'era bisogno di riscattarlo e da lì dar vita ai Sonic Youth) e in particolare sui loro album, scandendo il ritmo degli anni che seguiranno i primi concerti, fino alla presa di coscienza dell'interesse che i Sonic Youth riescono pian piano a far scaturire e la fine. È questo, quindi, il sostrato su cui si racconta la sua (loro) vita artistica, ovviamente, fatta di collaborazioni come quella con Kim Deal dei Pixies – con la quale si prende qualche giorno per girare il video di "Little Trouble Girl" – e privata, per una vita familiare che con la nascita di Coco costringe lei e il marito a cambiare non poco (e la figura di Moore ne esce decentemente solo in quanto padre), passando dalla gestione dei tour, il bisogno di una babysitter, fino al trasferimento in una cittadina più tranquilla.

Epilogo

L'epilogo, se ci tenete al gossip, è noto, ma se volete leggere un romanzo di formazione, in grado di cristallizzare una città e un certo periodo e movimento, probabilmente "Girl in a band" fa al caso vostro, soprattutto se in per questa estate avevate messo in conto un po' di noise.

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