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Ciccio Merolla e il successo di Malatìa: “Si è imposta da sola, ora i bambini hanno scoperto le percussioni”

Francesco Merolla, in arte Ciccio, è stato uno dei protagonisti della musica napoletana del 2023, grazie al successo di Malatià su TikTok. Qui l’intervista.
A cura di Vincenzo Nasto
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Ciccio Merolla, foto di Anna Camerlingo
Ciccio Merolla, foto di Anna Camerlingo

Nella riscoperta di Napoli e della sua tradizione musicale, Ciccio Merolla si è imposto come uno dei protagonisti del 2023, anche grazie al successo di Malatià, diventata virale su TikTok, dove ha raccolto oltre due miliardi di visualizzazioni per i video con il suono in sottofondo. Nel frattempo, nell'ultimo mese, la canzone è stata certificata disco d'oro da FIMI, chiudendo un cerchio che l'aveva visto salire anche per cinque serate consecutive sul palco di Piazza Plebiscito, ospitato da Gigi D'Alessio. Qui l'intervista a Ciccio Merolla.

Alla fine è arrivata anche la certificazione d’oro. Un risultato a cui avresti pensato quando hai pubblicato la primissima versione di Malatìa?

Assolutamente no, quando ho fatto la primissima versione di Malatia ero più concentrato sulla performance dell’assolo sul corpo e sulla contaminazione del mio mondo con quello hard rappresentato da un regista pluripremiato come Max Bellocchio anche lui napoletano dei quartieri spagnoli, che sulla canzone.

Quando è cambiata la percezione della canzone e, di conseguenza, la tua?

La canzone si è imposta da sola. Tutto è partito da un video che ha associato la canzone alle immagini di Napoli, da quell'istante un numero impressionante di persone hanno associato la canzone alla loro "Malatìa", tradotta con qualcosa di forte più della passione in città: è quel sentimento che ti costringe a fare anche cose che non vorresti.

Quando è scoppiata Malatìa, ti aspettavi di arrivare a risultati del genere (10 milioni di ascolti su Spotify e profilo cresciuto a oltre 800mila ascoltatori mensili)?

Assolutamente no. Io sono sempre stato lontano dal circuito dei numeri, ho sempre fatto musica per un'esigenza espressiva: sono nato in una città amante della musica e dei suoi musicisti. Questo trasporto ha sostituito completamente l’industria discografica: ha dimostrato che a Napoli puoi fare musica, vivere di musica, senza avere alcuna etichetta discografica: senza entrare in nessuna playlist. A Napoli accade perché la gente ama i musicisti e gli artisti della sua città e la canzone è diventata mainstream solo grazie a loro.

Spieghiamo a chi non ti conosceva prima chi è Ciccio Merolla, non proprio l’ultimo arrivato nella musica italiana?

Sono semplicemente un percussionista napoletano che suona da quando aveva 7 anni. Ho collaborato con tanti  artisti come Gragnaniello, Senese, Rino Zurzolo, solo per citarne alcuni che più di tutti hanno segnato la mia carriera. La mia Malatìa sono le percussioni.

Qual è stato l’evento più bello che ti ha portato il successo di Malatìa?

Sicuramente i 5 concerti a Piazza Plebiscito ospite Di Gigi D’Alessio. Gigi è un musicista immenso, preparatissimo, una persona generosa, mi ha dato una grandissima opportunità: quella di cantare Malatìa davanti al suo pubblico, ha trattato la canzone con grande gentilezza come solo i grandi sanno fare. E poi vedere che tantissimi bambini hanno scoperto, attraverso la canzone, il mio strumento, le percussioni, mi ha reso molto felice.

Qual è il rapporto di questa canzone con la stagione trionfale del Napoli?

Sicuramente è la colonna sonora dei sentimenti che la gente ha espresso per la vittoria del terzo scudetto. Senza ombra di dubbio.

Come nasceva, invece, la prima versione del video?

La mia Malatìa è ricercare i suoni, soprattutto il suono del corpo: volevo collaborare con artisti che lavorano con il corpo. Da questa esigenza è nata la mia ricerca nel mondo dell’hard, scoprendo che condividevo le origini con un regista importante , Max Bellocchio. Ci siamo incontrati ed è nato il primo video, pubblicato a settembre 2022: inizialmente non ha riscosso molto successo, fino a quando non ha raggiunto l'interesse dei creator su TikTok. La canzone ha poi trascinato anche il video ufficiale.

Nei credit di questa canzone c’è Lucariello ma manca Martina Camargo che canta Guataquì, a cui pure ti sei ispirato. Come mai?

Per accordi editoriali. Ma Martina Camargo è comunque felice del successo di Malatìa e io non ho mai nascosto di aver utilizzato la sua melodia. D’altronde non sono nuovo a questo tipo di operazioni: in passato, Mostro era una rielaborazione in napoletano di Mina. Ma anche M’pasta che si è ispirato al brano Mustt Mustt di Nustrat Fateh Ali Kahn.

Pensi che questo successo enorme possa essere un nuovo gancio, per chi non ti conosce, di cercare cosa hai fatto in passato?

Sicuramente, molte persone hanno scoperto i miei brani, e durante i concerti vedo che il pubblico li apprezza.

Per il futuro, invece, cosa ci aspetta?

Per me il futuro è ora in questo momento, semplicemente continuerò a suonare i miei tamburi.

Intervista di Francesco Raiola

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