Il rapper Junior Cally (foto di Sebastiano Fernandez)
in foto: Il rapper Junior Cally (foto di Sebastiano Fernandez)

"Mamma, ho ascoltato oggi Junior Cally, giuro che è diverso ma tu no, non lo diresti" canta il rapper che si è preso la scena del Concertone di Mediaset per aver detto in diretta dal palco: "Bari fan**lo la droga, viva la fig* per sempre! Su queste ca**o di mani Bari" scatenando il panico di Federica Panicucci intervenuta subito dopo per dissociarsi e scusarsi (sic) col pubblico: "Chiedo scusa per le parole che sono state usate, evidentemente non sono in tono con la nostra serata". Insomma, un siparietto, fatto dopo la mezzanotte, che ha avuto un'eco enorme sui social, dove il video è diventato virale, rendendo quanto mai attuale l'incipit di "Pifferaio Magico", uno dei pezzi tratti da "Ci entro dentro", album di esordio del rapper del roster Sugar, etichetta di Caterina Caselli che ha al suo interno anche artisti come Andrea Bocelli e Negramaro.

Junior Cally, rapper romano della Sugar

"Romano, ventisettenne, Junior Cally dopo meno di due anni dalla sua comparsa sulla scena hip hop, è uno dei rapper più seguiti e ascoltati" recita la nota con cui l'etichetta ha presentato l'esordio del rapper, nome nuovo della scena ma con una fanbase già importante come dimostrano anche i suoi video su Youtube e gli streaming su Spotify. Cally fa parte di quegli artisti che nel mondo in cui l'immagine è tutto preferisce che la sua sia rappresentata non dal suo viso ma da una maschera, antigas in questo caso, cercando di far porre l'attenzione sulle sue rime e sul suo flow che però niente hanno a che fare con la nuova ondata trap che anzi critica apertamente proprio in "Pifferaio Magico" ("Rubo la scena a sti bimbi, quelli che trappano, capelli tinti"): "La scelta di indossare la maschera è una provocazione ragionata: non mostrarsi nell’éra della celebrazione dell’ego e dell’immagine è un antidoto alla falsità, all’ipocrisia" si legge ancora nella nota stampa.

Il cortocircuito del rap in tv

La rincorsa alla moda del momento da parte di un sistema, come quello televisivo, abbastanza ingessato in determinati codici, quindi, rischia di portare un cortocircuito divertente (come avvenne al Management del Dolore post-operatorio quando durante un Primo Maggio utilizzò un preservativo a mò di ostia), eppure quello che Junior Cally ha detto sul palco – e che nell'ambiente a cui è destinato, ovvero quello di un pubblico giovane e ben targhettizzato, non sconvolgerebbe nessuno – non è altro che un claim che riassume quello che dice anche nella title track dell'album, quando rappa: "Ci entro dentro come la siringa, che entra dentro la vena di un tossico. Sono la conferma che dalla merda se ti impegni poi ne vieni fuori, che questi scemi te li mando a casa senza la droga, senza gli accessori se non muori col cazzo che vivi. Non ho soldi ma obiettivi, testa bassa, lavorare". Un discorso che fa parte di uno dei fil rouge del racconto dell'album, quello personale, di sbagli ed errori da cui si è cercato di venire fuori, come canta in "Dedica": "Ti prego ma' devi scusarmi, stavo senza soldi e le maglie strette. Sei sensitiva, io che non tornavo, tu che mi chiamavi, io con le manette. Ho rubato tutto, rubato agli altri, fatto cose brutte, ora te lo dico stavo giù con l'alcool, mi son pentito".

La difesa alla Panicucci

Per questo se da un lato si sa che in tv spesso la forma è sostanza, ci sta anche – meno il riferimento ad personam a un giornalista che aveva scritto di momento trash – la meraviglia del cantante su Instagram quando si chiede: "Che cosa ho detto di sbagliato, qual è il messaggio negativo? Chi mi segue sa qual è il messaggio che voglio portare da un anno e mezzo a questa parte" dice in una serie di storie in cui stigmatizza quello che quotidianamente avviene in tv in orari di fascia protetta e difende anche la Panicucci ("Mi dissocio dalle critiche, lei stava facendo il suo lavoro").