4 Aprile 2022
15:47

Chi è Francesco Turrisi, l’italiano che ha vinto il Grammy Award 2022 con Rhiannon Geddins

Il pianista torinese Francesco Turrisi si è aggiudicato nelle ultime ore un Grammy per il miglior album folk insieme alla compagna Rhiannon Giddens.
A cura di Vincenzo Nasto
Francesco Turrisi e Rhiannon Geddins, Los Angeles 2020, Foto di Steve Granitz/WireImage)
Francesco Turrisi e Rhiannon Geddins, Los Angeles 2020, Foto di Steve Granitz/WireImage)

Dopo Modugno, Pavarotti e Laura Pausini, c'è un nuovo artista italiano ad aver conquistato un Grammy: si tratta del pianista Francesco Turrisi. Il musicista ha trionfato nelle scorse ore con la sua compagnia di vita e di musica Rhiannon Giddens nella categoria Best Folk Album con l'album "They’re Calling Me Home". Una grande emozione per Turrisi che ha avuto la possibilità di esternare sui social la gioia per la vittoria con una foto in compagnia di Giddens. "They’re Calling Me Home" si classifica davanti ai progetti "One Night Lonely" di Mary Chapin Carpenter, "Long violent History" di Tyler Childers, "Wednesday" di Madison Cunningham e "Blue Heron Suite" di Sarah Jarosz.

Una notte indimenticabile per Francesco Turrisi, il musicista torinese che è appena diventato l'11esimo artista italiano a vincere un Grammy. La sua avventura con Rhiannon Giddens, compagna musicale e nella vita, non si è fermata alla nomination, ma è proseguita fino alla vittoria finale. Infatti, nella categoria Best Folk Album, in cui Turrisi era candidato con "They’re Calling Me Home"il pianista italiano e Giddens sono riusciti a trionfare su "One Night Lonely" di Mary Chapin Carpenter, "Long violent History" di Tyler Childers, "Wednesday" di Madison Cunningham e "Blue Heron Suite" di Sarah Jarosz. Un progetto riconosciuto a livello internazionale e che permette a Giddens di vincere il suo secondo Grammy, dopo quello conquistato nel 2017 con "Freedom Highway".

Il musicista torinese, ormai stabilitosi in Irlanda, succede a nomi del calibro di Domenico Modugno, che aprì la stagione dei Grammy nel 1959 assicurandosi con "Blu dipinto di blu" due statuette. Lo stesso anno ci fu la vittoria di Renata Tebaldi come solista nella categoria classica, seguita poi dai trionfi di Pavarotti: ben otto, con l'ultimo nel 1999 assegnatogli come legenda dei Grammy. Qualcuno in meno per il maestro Ennio Morricone, fermo a tre e Giorgio Moroder a quattro: l'ultimo nel 2014 per aver contribuito all’album dell’anno “Random Access Memories” dei Daft Punk.

Dal passato al presente, come quello di Laura Pausini, Benny Benassi e Riccardo Muti: per l'artista emiliana, l'unica statuetta è stata vinta nel 2006 con il premio di miglior album latin pop con "Escucha". Per Benassi il premio arriva nel 2008 nella categoria miglior musica remixata-non classica con il brano "Bring the Noise (Benny Benassi Satisfaction)", mentre Riccardo Muti nel 2011 è riuscito a portarsene due a casa. Grazie a "Verdi – Messa da Requiem", il direttore d'orchestra e compositore vinse il premio di miglior album di musica classica e miglior performance corale.

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