Il peso della solitudine e il fascino dell'arte sono stati i tratti che hanno caratterizzato il più grande successo, fino a ora, di Emanuele Aloia: "Il bacio di Klimt". Il singolo, uno dei brani più utilizzati su TikTok Italia, con oltre 200mila video realizzati, ha superato anche i 10 milioni di streaming digitali, entrando nella top 50 viral di Spotify Italia. Ma la musica ha avuto un ruolo centrale nella vita del torinese Aloia, un incontro avvenuto a 13 anni, che lo ha unito indissolubilmente anche alle piattaforme digitali. A 15 anni apre il suo primo canale Youtube, in cui in maniera metodica comincia a pubblicare i suoi primi singoli. Come nel 2016, quando arriva il primo progetto ufficiale "Sakura", un ep da sette tracce, con il singolo "Un brivido" che inizia a macinare numeri sufficienti a far girare il suo nome. Tra il 2019 e il 2020 arrivano i due successi da milioni di ascolti: con "Girasoli", Aloia scommette sul rapporto tra arte e malinconia, con continui riferimenti nei suoi brani, a partire da quello tra Van Gogh e i suoi famosi girasoli. Con "Il bacio di Klimt", Aloia sublima ancora di più la sua scrittura, fatta di immagine che intrecciano il concetto di perdita temporanea ed eternità dei ricordi.

Il successo di Girasoli e Il bacio di Klimt

Emanuele Aloia è un cantautore torinese classe 99, che ha vissuto negli ultimi mesi un incredibile aumento di notorietà, grazie alla viralità con cui il suo brano più famoso "Il bacio di Klimt" è arrivato sulla piattaforma cinese di TikTok. Il ritornello del brano è stato utilizzato in più di 200mila video di utenti, risultando fino a oggi il brano italiano più utilizzato nel 2020 dalla community. Un successo, che per quanto inaspettato, aveva avuto qualche precedente in passato. Come ha raccontato sui propri profili social: nel 2019 Aloia aveva già notato un cambiamento dopo la pubblicazione di "Girasoli", un immaginario artistico su cui ormai il cantante conta per riuscire a descrivere le sue sensazioni. Nel "bacio di Klimt", Aloia si serve delle immagini mentali per descrivere il peso della solitudine, dovuta alla convivenza forzata con un lockdown in piena regola, ricordando però l'eternità della bellezza e dell'amore, come quando canta: "Tu che eri come colore e forme per Cézanne, anche se adesso fuori è buio un giorno smetterà, con te diventava sole anche una lucciola". Dall'arte alla poesia, con i riferimenti a Eugenio Montale e Charles Baudelaire: "Per te giuro ho sceso forse un milione di scale, afferrami la mano prima di cadere, tutti i girasoli adesso son fiori del male".

Da Amici 2017 a Stromae

Il successo arrivato anche grazie alla viralità dei brani su TikTok non è stato un caso per Emanuele Aloia. Anzi proprio il modo in cui l'artista è riuscito a influenzare la piattaforma, portando talvolta contenuti anche diversi da quelli musicali, è stato uno dei segreti del suo successo. Un luogo in cui poter scindere la sua figura da cantautore, rispetto a quella di un ragazzo di 21 anni, con alle spalle una gavetta musicale, che lo ha portato anche sul palco di "Amici" di Maria De Filippi nel 2017. Allora l'appena 18enne artista si presentò ai casting, condotti allora da Stefano De Martino, con due brani inediti: se il primo singolo "La bell'epoque", aveva impressionato per la scrittura e la melodia della canzone, era toccato al secondo singolo "Ipocrisia portami via", a mostrare un ritmo completamente nuovo nelle sue corde. L'esibizione venne considerata insufficiente per i giudici, che scelsero di non trattenere il ragazzo per la fase del serale. Da allora Aloia ha pubblicato quattro brani, prima del successo ottenuto con "Girasoli": partendo da "Trasparente", passando per "Ricomincerai a ridere" ed "Esisti solo tu", finendo poi con "Oui Oui". È innegabile che ci siano grandi riferimenti alla musica di Stromae, dalle sonorità talvolta frenchcore alla scelta di personalismi vocali. Emanuele Aloia fa della ricercatezza linguistica e dell'elasticità vocale una sua prerogativa, il suo biglietto da visita nel mondo della musica.