Salmo al Palalottomatica (ph Roberto Panucci per gentile concessione di Vivo Concerti)
in foto: Salmo al Palalottomatica (ph Roberto Panucci per gentile concessione di Vivo Concerti)

Con il concerto al Pala Lottomatica di Roma Salmo ha messo in chiaro chi è, oggi, il miglior rapper live del Paese. Una produzione sontuosa, un suono potente e una performance nel complesso impeccabile, con migliaia di persone a saltare e pendere dalla bocca del rapper sardo che ieri ha dato il via ufficialmente – dopo la data zero di Vigevano – al tour che accompagna il suo ultimo album "Playlist" che è riuscito nell'impresa di non far rimpiangere un capolavoro del suo genere come "Hellvisback". Oggi, insomma, sono aumentate le persone che conoscono il suo nome, per citarlo. Parte la musica e calano i teloni neri che mascheravano il palco, svelandone una scenografia urban su quattro livelli che vedeva la sezione ritmica (una delle certezze della musica di Salmo) Jacopo Volpe alla batteria e Dade al basso sul livello più alto, dj Slait, Frenetik al Synth e seconda chitarra e Marco Azara, un livello più giù e gli ultimi due lasciati a Salmo e ai suoi ospiti, con uno sfondo mutevole che accompagna il concerto partendo dall'album e chiudendo con la notte (con aerei volanti, altri che si schiantano, elicotteri e tramonti), qualcosa complesso da spiegare a parole.

Il minuto di silenzio prima di CABRIOLET

Salmo parte subito serratissimi con "90 MIN", "Mic Taiser" e "STAI ZITTO", "Ricchi e morti", "Giuda", "Io sono qui", "Perdonami" e "L'alba". Il Palalottomatica è caldissimo, sia sotto al palco che sulle tribune si salta e si canta, qualcuno resta piacevolmente sorpreso dalla potenza del live. Lo show è rap, è rock, è hardcore, è tutte queste cose assieme, potente, scenograficamente d'impatto, con Salmo che ogni tanto lascia cantare il pubblico (e fa notare che non usa linee vocali) e col pubblico dialoga. Lo fa dopo i primi blocchi e prima di una canzone che a suo modo è diventata, nel suo piccolo, ieri sera, simbolica, ovvero "CABRIOLET" che lo vede duettare con Sfera Ebbasta, il trapper che avrebbe dovuto esibirsi prima della tragedia di Ancona: "Chi viene ai miei concerti sa che non sono un chiacchierone, mi piace fare i pezzi, ma siamo al momento serio. Riguardo la tragedia di Ancona abbiamo letto tante opinioni, siamo tutti opinioninstagram, ma la cosa più figa da fare è un minuto di silenzio, a partire da ora".

Anche Asia Argento sul palco col rapper

Salmo e Asia Argento (ph di Roberto Panucci per gentile concessione di Vivo Concerti)
in foto: Salmo e Asia Argento (ph di Roberto Panucci per gentile concessione di Vivo Concerti)

E dopo il caos iniziale, il Palasport capitolino si zittisce improvvisamente: un minuto di silenzio totale, prima del pezzo con Sfera cantato all'unisono dal palazzetto prima della strumentale Tiè e della sorpresa di Asia Argento sul palco che con Salmo ha Duettato in "PXM", pezzo in cui il cantante rappava "Se penso ad Asia Argento sono ricco dentro perché manco se mi paga glielo ficco dentro" e così la cantante si è presentata con una valigetta con dei soldi: "Se ti do 20k me lo ficchi dentro?" ha chiesto prima di andare via insieme verso il backstage. La Argento è stata la prima di una serie di ospiti che hanno accompagnato Salmo sul palco romano: "Russel Crowe", "S.A.L.M.O.", "Papparapà", "Ora che fai?" e "Hellvisback" in fila sono una sequenza distruttiva. A quel punto, Salmo continua a giocare col pubblico e chiede di dividersi in due per poi abbracciarsi al suo tre e smentire che loro, i giovani, facciano solo casino. Dopo l'abbraccio (pogo) il rapper ferma tutto per controllare che tutti stiano bene e riprende solo quando è stato rassicurato, ma il rapper è preso bene: "Un amico ha paragonato questa roba del Palazzetto al calcio, alla Champions League. Voglio ringraziarvi per essere qui con noi a fare la partita assieme, perché voi siete i giocatori – dice Salmo -. Però non ho mai visto un partita allo stadio" dice rivolto al pubblico e dopo aver ammesso la sua fede calcistica (imitando un gobbo, nome con cui alcuni chiamano gli juventini) chiede un paio di ole. Con "Discobey" e "Lunedì" chiude la prima parte suonata del concerto.

Gemitaiz, Lazza e Nitro nel dj set prima del finale

Non c'è alcun bis, ma prima del rush finale, Salmo torna sul palco solo con Dj Slait con cui dà vita al dj set in cui mescola pezzi suoi e altri a cui ha collaborato: si inizia con "Ho paura di uscire", per proseguire con "K-HOLE Remix" di Gemitaiz, "Esagero" di Marracash, "Venice Beach", "La prima volta", "Killer Game" che vede salire sul palco proprio Gemitaiz, poi la hit anti estiva "Estate dimmerda" fino alla chiusura su "Mob", assieme a Lazza, Low Kidd e Nitro.

Il finale è per Coez e "Il cielo nella stanza"

Risale sul palco la band e proprio Nitro resta per duettare su "Dispovery Channel" (ma prima i due improvvisano un teatrino sulla loro vita da coinquilini), prima atto di una chiusura che ha contemplato anche "Sparare alla Luna" con l'arrivo sul palco di Coez, l'autobiografia in musica "1984" e quella che è diventato un instant classic, ovvero "Il cielo nella stanza" che Salmo comincia citando "La Canzone che scrivo per te" di Marlene Kuntz e Skin, i cui versi sono ripresi proprio nel pezzo con Nstasia, in questo momento il singolo più ascoltato d'Italia. Dimenticate l'idea del rapper che sale sul palco rappando su una base col dj, Salmo fa qualche passo avanti: entra, spacca, esce, ciao.