Chadia Rodriguez (foto di Mattia Guolo)
in foto: Chadia Rodriguez (foto di Mattia Guolo)

Se c'è un nome che potrebbe segnare nei prossimi anni il cambiamento di percezione di un certo mondo del rap potrebbe essere quello di Chadia Rodriguez. La cantante è riuscita in poco più di un anno a imporre il suo nome e la sua musica in un mondo che spesso è (giustamente) criticato per le sue posizioni machiste e misogine. Esplosa in pochissimo tempo, grazie alla vista lunga di due artisti come Big Fish e Jake La Furia, Chadia, insieme a poche colleghe, ha scardinato l'idea di rap come esclusiva maschile e lo ha fatto a colpi di visualizzazioni, ma anche di un immaginario un po' gangsta à la Nicki Minaj o Cardi B, per prendere due esempi americani. Un'esplosione improvvisa che non ha avuto solo risvolti positivi, come ha spiegato a Fanpage.it e l'ha portata, col tempo, a riflettere anche sul lato più consciuos del genere. Chadia ha raccontato che dopo un'estate in cui ha pensato di smettere di fare musica ha cambiato idea, ragionando, piuttosto, sul messaggio da dare e così da "Bitch 2.0" è passata a "Bella così", canzone che vede il feat di Federica Carta e che è il primo tassello di un progetto più ampio contro la violenza sulle donne, il cyberbullismo e il body shaming.

Hai sempre rappato di hating, violenza etc, soprattutto in prima persona, quando hai deciso di farne un progetto reale?

Diciamo che è un progetto nato per una mia esperienza personale, ma anche dalle esperienze che i miei fan mi raccontavano. Uno dei motivi principali per cui ho dato il via a questo progetto è che sto crescendo e mi sento di dover trattare temi più sensibili, di approfondire questi tabù; mettermi in gioco in prima persona è stata una conseguenza, perché l'ho fatto per tutte le mie fan e i miei fan che non hanno voce per esprimersi e raccontare la propria esperienza, che può aiutare tantissime persone.

Una volta si chiamava rap conscious…

Una volta, ma adesso dobbiamo trovargli un nuovo nome.

Parli di donne ma…

Scusa se ti interrompo, questo progetto qua non è dedicato solo alle donne, ma a tutti, non mi sono mai piaciute le etichette: questo è un brano per tutti, una canzone da cui tutti possono trarne sicurezza, coraggio in più.

Senti, "Bella così" nasce già come parte di un progetto più ampio o come esperienza singola che poi ha dato il via a tutto?

È nata un po' come cosa singola, l'estate scorsa, con tutto quello che mi era successo, avevo un sovraccarico di emozioni – lavoro, stress… – che mi ha fatto esplodere e sono arrivata al punto di dire basta, voglio mollare tutto, però poi mi sono resa conto che ok, è vero, ci sono tante persone a cui non piaccio, che sono pronti a essere hater, ma ci sono anche tante persone che hanno creduto in me e non mi sembrava corretto finirla così, quindi ho iniziato a viaggiare con la testa e mi sono detta che, comunque, durante il percorso dei miei live, del mio percorso musicale ho conosciuto tantissime ragazze che potrebbero essere un esempio per tutti e da lì ho iniziato. Greta è stata una delle prime ragazze che ho scelto, l'avevo conosciuta ad un live, l'avevo invitata in camerino, siamo state insieme, abbiamo parlato un po' e il fatto che si fosse aperta con me per me è stato qualcosa di molto più grande e importante di dire ‘Lascio tutto'. Da lì, poi, è partito tutto.

Il peso di cui parlavi, oltre allo stress per il successo, era dovuto anche alle offese che arrivavano sempre più numerose?

Certo, perché posso farmi scivolare le cose addosso quanto voglio, ma non posso farmi scivolare addosso le emozioni. Posso far finta che quella determinata critica non mi dia fastidio, però poi mi capita di pensarci tutto il giorno, inizio a chiedermi se sono io quella sbagliata. Da quando ho cominciato a fare musica le persone hanno detto qualsiasi cosa di me, tipo che mi merito di finire sui canali Telegram (quelli di revenge porn, ndr) perché prima facevo la fotomodella di nudo: ma cosa vuol dire? Non penso di meritarmi questo, ho cominciato a fare la fotomodella di nudo per sentirmi a mio agio con me stessa, per sentire più vicina l'arte, perché a modo suo anche quella è una forma d'arte. Non capisco perché mi debbano attaccare dicendo che me lo merito o cose tipo: "Adesso fai la vittima, quando prima vendevi le tue foto". Nelle canzoni dicevo che "vendevo le foto del culo con la mia socia" (in "Bitch 2.0"), vero, ma lo facevo per pagare l'affitto.

L'idea, insomma, è che col mio corpo ci faccio quello che voglio senza che tu debba venire a giudicarmi…

Infatti, quello del nudo è un esempio, ma mi arrivano a dire cose come: "Chissà cosa hai fatto per arrivare lì". Beh, a quanto pare un minimo di talento ce l'ho, ma riescono anche a farmi dubitare di me stessa, che è una cosa straziante, e ti chiedi: "Ma io che vi ho fatto?".

Senti, tu unisci due mondi complessi, quello dei social, in cui l'hating è praticamente una costante per voi artisti e un mondo maschilista come quello del rap. Questa cosa ha delle conseguenze ulteriori, secondo te?

Sai qual è la cosa che mi sorprende di tutto questo? Che ci sta, la mia musica può non piacere a tutti e vabbè, i gusti sono gusti, ma la cosa che mi incuriosisce di più è che i miei colleghi mi portano rispetto. Il problema parte soprattutto dai fan, perché magari fraintendono una parola, una frase, una storia e iniziano ad aggredirti.

Certo, però c'è una discrepanza tra il rispetto che mostrano nei tuoi confronti e tutta la rappresentazione machista, il cliché egotrip, la bitch. È un racconto un po' stantìo, non pensi?

Guarda, è anche uno dei motivi per cui nasce "Bella così", sarà anche un mondo maschile e maschilista ma possiamo farci ostacolare da questo? Quando cominciai a giocare a calcio – avevo 8-10 anni – non ero accettata i miei compagni di squadra, non accettavano che ci fosse una femmina nella loro squadra che magari giocava anche come titolare. Però non è che perché qualcuno arriva a dirti che fai schifo, che le ragazze non possono giocare a calcio, allora tu non ci giochi…

Senti, il progetto non è solo la canzone, ma anche altro: mi fai capire questo altro in cosa si svilupperà e se questo sarà filo conduttore del tuo prossimo album?

Sicuramente ci sarà qualcosa dopo "Bella così", la canzone avrà un sequel. L'intento di questo progetto è di aiutare tutte quelle persone che si sono sentite sole, indifese, poi abbiamo comunque creato interviste in cui le ragazze si raccontano e si aprono per la prima volta con noi o con i loro genitori, a cui non avevano mai detto niente per ansia. Questa cosa nasce per aiutare le persone, perché quando ero piccola avrei voluto tantissimo che qualcuno facesse qualcosa di questo tipo.

Senti, invece, il feat con Federica Carta come nasce?

Io e Federica ci siamo conosciute a un evento, ci eravamo perse un attimo di vista ma ci siamo viste di nuovo a inizio 2020, quando si poteva ancora uscire, abbiamo parlato del progetto e visto che con Jake (La Furia) e (Big) Fish pensavamo che mancasse qualcosa abbiamo pensato che potesse essere utile la voce forte di Federica. In più abbiamo due fanbase totalmente diverse quindi avevamo l'opportunità di far arrivare la canzone a tutti: l'idea è non solo quella di fare una canzone e un videoclip, ma fare arrivare questo progetto a tutti e far capire che questi ragazzi e queste ragazze non sono da soli.

Senti, hai mai ricevuto scuse da qualcuno che si è ricreduto e ti ha detto: "Ho sbagliato"?

Ti dico la verità, io cerco sempre di leggere tutti i messaggi che mi arrivano ma sinceramente non ne ho mai letti di scusa. Anzi, sinceramente mi spiace tantissimo che le persone sotto ai post del progetto si siano messi a dire cose del tipo "Se hai chiamato la ragazza trans o quella in carne è solo per fare visualizzazioni" oppure "Ti fai truccare nel video, ma non ti sentivi bella così?"; sono cose che mi fanno venire rabbia perché essere belli così va oltre l'estetica e l'apparenza e mi dà fastidio che in quest'era dei social sembra che l'unica cosa che conti sia questa, di apparire, essere i più belli di tutti, avere l'orologio più fico… ma chi se ne frega! Non è questo lo scopo, non mi interessa.

Però questa è una distorsione insita in un certo meccanismo social/artisti. Se ti faccio vedere il Rolex, quanto sono ricco, creo il mio pubblico in base a quella cosa lì, no?

Anche questo è vero…

Tu hai avuto questo successo improvviso, riesci a gestirla questa cosa? È cambiato qualcosa?

Sicuramente le persone che mi stanno attorno, mi spiace per quelle persone che pensano che faccio tutto questo solamente per notorietà. L'unica ragione per cui è nato questo progetto è dare voce a chi non l'ha avuta, alla fine dei conti le donne sono riuscite a dare un'impronta più forte al rap italiano, non voglio negare che ci siano state artiste come Baby K, ci sono state delle artiste che il posto se lo sono preso, ma io ho la possibilità di avere tanto seguito, chi se ne frega dell'apparenza, i miei fan mi devono seguire per la mia musica e accettandomi per quella che sono, non devo costruirmi un personaggio.

E feedback positivi ne hai avuti?

La cosa che mi ha colpito di più sono stati i messaggi dei ragazzi, il fatto che comunque mi abbiano ringraziata per quello che sto facendo, ragazzi che non mi seguivano e che ora sono con me. Un consiglio che vorrei dare a tutte queste persone è di credere in se stessi e non farsi abbattere mai.

Senti, sei consapevole di aver cambiato un po' le regole del gioco: è vero che c'era Baby K, ma la popolarità di alcune donne nel rap la si deve a te e a qualche tua collega che ha cominciato a farsi sentire e, sgomitando, a fare numeri.

Beh sono contenta perché alla fine era quello che volevo. Una cosa che noto è che, probabilmente per colpa mia, le persone hanno sempre frainteso la mia persona, perché postavo foto in déshabillé e sono sempre stata aggredita per questo. Ora come ora voglio che la gente vada oltre il mio fisico e oltre tutto quello che c'è fuori, ma vedano quello che c'è dentro. La cosa principale è che ci provino a capire quella che sono: una persona disponibile che cerca di dare il suo contributo e vorrei che le persone cominciassero a criticare un po' meno e a conoscere un po' di più.

Per questo hai cancellato le foto su Instagram?

No, no, quelle torneranno, e no! Va bene tutto ma non voglio cancellare quello che ero.