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Cesare Cremonini: “Bisogna cambiare passo per live, più vaccini e concerti senza distanziamento”

Cesare Cremonini, in una lettera al Corriere, pur senza fare alcun accenno diretto ai fatti di Olbia sembra cogliere l’occasione per chiedere alle Istituzioni un cambio di passo netto per quanto riguarda il mondo dei concerti. Il cantante, infatti, si è rivolto alle agenzie di produzione e alle Istituzioni per chiedere vaccini e un pubblico più ampio.
A cura di Redazione Music
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Cesare Cremonini in concerto (Archivio LaPresse)
Cesare Cremonini in concerto (Archivio LaPresse)

Il caso Salmo ha scosso il mondo della Musica e dello spettacolo italiano che si è schierato a favore o contro il rapper sardo che ha organizzato un concerto gratuito a sorpresa a Olbia, facendo saltare tutti i protocolli di sicurezza. In tanti hanno accusato il cantante sardo di aver messo a repentaglio le persone che si sono accalcate per il concerto e di aver, in questo modo, distrutto mesi di colloqui dei colleghi con le Istituzioni per tentare strade più sicure. Altri, però, hanno sostenuto, anche se con tutti i distinguo, le posizioni del rapper, affermando che è ora che qualcuno si prenda le proprie responsabilità per far sì che anche in Italia, come nel resto del mondo, si possa accedere ai concerti in massa e senza troppe regole se non quelle della vaccinazione.

Cesare Cremonini, in una lettera al Corriere, pur senza fare alcun accenno diretto ai fatti di Olbia sembra cogliere l'occasione per chiedere alle Istituzioni un cambio di passo netto, per permettere che anche nel nostro Paese possa accadere quello che in queste settimane stiamo vedendo succedere in altre parti del mondo, ovvero concerti con migliaia di persone tra il pubblico. Una lettera che chiama in causa anche le società di produzione e gli operatori del settore che devono cominciare a fare campagne attive per la vaccinazione, affinché si possa tornare a un 2022 più normale.

Cremonini prende come esempio il concerto dei Foo Fighters al Lollapalooza, ma anche il Bonnaroo, il Rock for people hope – a cui si sono esibiti anche i Maneskin – e il concerto annunciato dalla Filarmonica di Los Angeles per il prossimo 9 settembre. In Italia le regole stringenti prevedono che il pubblico sia fortemente limitato, con pochissimi eventi con capienza allargata, e questo provoca l'impossibilità per le band di suonare in formazione completa perché i costi sono troppi e gli incassi spesso ridotti all'osso, costringendo set in formazione ridotta o eventi non sempre legali. Il problema rischia di essere che si capisca poco l'importanza della vaccinazione: "Se chi è vaccinato è considerato ancora pericoloso, chi non si è vaccinato penserà che può restare tale. Si deve cambiare passo velocemente e occorre farlo unendo le forze".

Cremonini, che è uno degli artisti italiani che aveva previsto concerti negli stadi, e dà due linee guida:

Si deve cambiare passo velocemente e occorre farlo unendo le forze. Da un lato, in accordo con il Comitato tecnico scientifico, aumentando di molto il numero di spettatori vaccinati, muniti di green pass e tampone che possono accedere senza distanziamento agli eventi musicali e culturali. Dall’altro, in modo congiunto e convinto, è ora che le agenzie e i produttori di spettacoli, troppo silenti, partecipino attivamente alla ripartenza investendo in campagne a favore della vaccinazione necessaria per partecipare ai concerti, puntando soprattutto sui giovani e offrendo facilitazioni per vaccinarsi a chi è rimasto indietro.

L'unico riferimento a quanto avvenuto in Sardegna è quando il cantante parla del rischio che si corre ad abbandonare gli artisti al proprio destino, costretti a "pericolose iperboli che finiscono per risultare scollate e tagliuzzate da una informazione che cerca quasi sempre di sobillare facili indignazioni". Iperboli accompagnate dal silenzio delle società di produzione che invece dovrebbe "sensibilizzare e informare il pubblico sulla straordinaria possibilità di ripartenza offerta dalle vaccinazioni legate ai concerti".

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