La morte di Avicii non è avvenuta per mano criminale o legata a un qualsiasi tipo di affare losco, stando alle ricostruzioni dei poliziotti di Oman. Le autopsie sono state eseguite sul DJ sia venerdì che sabato e hanno portato alla conclusione che "non vi è alcun sospetto criminale nella morte", ha riferito una fonte delle forze dell'ordine per l'Agence France-Presse al sito TMZ.

Non sono stati rilasciati ulteriori dettagli sulla causa ufficiale della morte. Avicii è stato trovato morto in Oman venerdì mattina. Com'è stato già riportato, il produttore e dj svedese è stato visto uscire su uno yacht con amici in una giornata, quella precedente la morte, che sembrava totalmente serena e ordinaria.

Suo fratello è attualmente a Oman alla ricerca di risposte su come è morto Avicii. I problemi con l'alcol e le condizioni di salute spesso altalenanti hanno portato subito l'attenzione su una stabilità mentale da tempo deficitaria e poco stabile. Non risultava, almeno fino al giorno della morte, che Avicii soffrisse di qualcosa in particolare, tanto che le ultime foto condivise sui social lasciavano trasparire la voglia di lavorare e viaggiare che da sempre gli erano appartenuti.

Nel docu-film True Stories, realizzato proprio sulla vita di Avicii, il dj provò a raccontarsi, descrivendo la fama e l'attenzione mondiale come qualcosa di oscuro che ormai lo aveva avvolto suo malgrado. "Non gli piaceva stare al centro dell'attenzione, ma c'era" recita uno dei suoi più fidi collaboratori nel trailer ufficiale, provando a spiegare come Tim non si rivedesse nell'immagine pubblica di Avicii e provasse una grande sensazione di disagio nel continuare a fronteggiare il modo in cui la gente lo affrontava. Un successo planetaria, che toccava la sua dimensione umana e contorceva il suo animo, fino a condurlo per mano alla decisione di smettere di esibirsi.