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“Canzoni per Oggi”: a Jim Morrison

Parigi, 3 luglio 1971: muore Jim Morrison a soli 27 anni, nella sua casa di rue de Beautreillis. “Canzoni per Oggi” lo ricorda in 8 tracce tratte dalla discografia dei The Doors.
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Parigi, 3 luglio 1971. Muore Jim Morrison a soli 27 anni, nella sua casa di rue de Beautreillis. "This is the end, my only friend, the end…", una morte annunciata per un personaggio che, in vita così come in morte, è stato amato/odiato, disprezzato, poi rivalutato. Rocker maledetto e guascone, disilluso, per molti un poeta, per pochi un cialtrone, non c'è livello che Jim Morrison non abbia solcato: dalla musica al teatro. Perché in quelle manifestazioni plateali, c'era dietro uno studio dell'arte drammatica negli anni dell'UCLA di Los Angeles (già, gli stessi anni dove a Venice Beach conobbe un certo Ray Manzarek). Amava spesso riferirsi alla tragedia greca, nei testi come nei modi. La stampa lo ribattezzò Dioniso, Re Lucertola, Profeta della libertà, Poeta maledetto, il Pazzo, soltanto Giulio Andreotti ha avuto più soprannomi di lui. Le notti brave nel segno delle orge, della musica, del baccano, con al suo seguito uno stuolo di quelli che potevano essere delle moderne ninfe, dei satiri e delle baccanti. Eccola, la reincarnazione di Dioniso, i capelli lunghi, i modi aggraziati e, allo stesso tempo, dirompenti. Ecco 8 canzoni dei The Doors.

"Canzoni per Oggi" si compone di 8 brani, presi dalla discografia dei The Doors. Apriamo con "Break on Through (To The Other Side)", le spariamo subito le cartucce di prima qualità con questo blues delirante, psicotico ed ossessivo. Il brano, del resto, fa da apertura al primo disco della band, "The Doors" (gennaio 1967), ed oggi sorrido se penso che, alla sua uscita, negli Usa il singolo raggiunse solo la posizione numero 106. "Love me two times" è la traccia numero 2 della playlist, compresa nell'album "Strange Days" (novembre 1967), ed è l'anima romantica di Morrison a parlare: racconta di un soldato pronto a partire, è solo un ragazzo che ha paura e che non vuole lasciare gli amori e la vita. Dicevamo della teatralità di Morrison, la ritroviamo in "Alabama Song" ("The Doors", 1967) (o "Whisky Bar" o "Moon of Alabama", se preferite"), scritta da Bertold Brecht nel 1927, ripresa da tanti autori, tra cui David Bowie (io preferisco quella di Jim, francamente).

"Five to One" è la traccia numero 4, personalmente una delle mie preferite della band, contenuta in "Waiting for the Sun" (1968), è un pezzo completo. Dentro c'è tutto: psichedelia, blues, un groove impressionante, ma soprattutto è pieno di leggende. Perché ha scritto "Five to One" il buon Morrison? Era un testo politico? Era riferito alle sue dosi di eroina? Al rapporto numerico tra bianchi e neri d'America? Lui non lo ha mai chiarito alla stampa, riferendo solo che non era espressamente politico. Però quel "They got the guns / But we got the numbers" ci fa ancora saltare. Traccia numero 5, "Moonlight Drive". L'album è ancora "Strange Days" e questa canzone, come ben sapete, è conosciuta per essere una delle prime scritte da Morrison. In questa playlist c'è, perché chi non la conosce farebbe bene ad ascoltarla in "repeat" per una settimana.

"Little Red Rooster" di Howlin'Wolf, un classicissimo del blues, ripreso anche dai Rolling Stones, era un cavallo di battaglia nei live dei The Doors ed uno dei brani preferiti da Jim Morrison. La versione contenuta in playlist è inclusa nel "Live in New York" del 17-18 gennaio al Felt Forum. Si ritorna al primo album, "The Doors", ed ascoltiamo "The Crystal Ship", un testo potentissimo che andrebbe inserito, senza tema d'esser smentito, nella letteratura americana del ‘900. E' una favola di un amore finito male. Lei, realmente esistita, si chiamava Mary Werbelow, era quella giusta. La leggenda vuole che il desiderio autodistruttivo di Jim Morrison, iniziò proprio quando lei se ne andò via da lui. Si chiude con "The End", lo so è proprio didascalica, ma è un atto dovuto. Chiude sempre il primo disco "The Doors", all'interno c'è ancora un riferimento alla tragedia greca, quando c'è la parte parlata "Madre, io voglio scoparti tutta la notte". Riferimento chiarissimo all'Edipo re di Sofocle. Ray Manzarek, anni dopo, disse che quello fu il primo esperimento di un rock al servizio del teatro: "Perché quello che stava facendo Jim era teatro!".

No. "Light my fire", non c'è. Aggiungetela voi, magari, come "bonus track".

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