Sergio Battelli, onorevole del Movimento 5 Stelle, è Presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera e primo firmatario della norma contro il secondary ticketing che obbligherà i promoter a servirsi del biglietto nominale per i concerti – tranne alcune eccezioni – oltre i cinque mila spettatori. Una norma che si è attirata non poche polemiche (come quelle di TicketOne e Live Nation), ma che l'Onorevole difende spiegando che è stata fatta per salvaguardare i cittadini, creando anche una sorta di mercato legale in cui rivendere i propri biglietti a prezzo nominale.

Onorevole, cosa succede dall'1 luglio e quali sono i vantaggi per cui lei ha proposto questo emendamento?

Intanto dall'1 luglio i concerti di musica pop, rock e tutti quelli con capienza sopra i 5 mila passeranno a un sistema di biglietto nominale che, ci tengo a precisare, non è una questione che turberà le persone perché è già entrato nella mentalità dal momento che vale per gli aerei, per i treni, etc quindi non è uno stravolgimento anche se possiamo parlare di un cambio culturale. Abbiamo lavorato in primis per tutelare i consumatori, poi c'è stato il lavoro sulla parte fiscale perché le piattaforme di secondary la maggior parte delle volte sono con server fuori dal Paese quindi molto complicate da bloccare ed è facile fare elusione fiscale: il biglietto nominale garantirà che tutte le persone possano acquistare un biglietto al prezzo giusto.

Ma una delle principali obiezioni è proprio questa: perché il biglietto nominale quando basterebbe oscurare i siti di secondary ticketing?

È vero che bisognerà oscurare le piattaforme, ma è molto complesso, questo aggiornamento della norma che noi abbiamo fatto permetterà all'Agcom, all'Antitrust  e alla Magistratura di essere molto più incisivi nel cercare di bloccarle, perché, appunto, l'obiettivo è oscurarle. Ora, però, cosa succederà, che il biglietto nominale garantirà che quando vorrò andare a vedere un concerto dal momento che c'è bisogno del mio nome sul biglietto non vado su un sito di secondary a comprarne uno che costa 1500 euro, perché so che è una truffa, perché se il tuo nome non è sul biglietto non ci puoi andare, quindi andiamo a togliere benzina a queste piattaforme. Se venderanno biglietti su queste piattaforme vuol dire che saranno truffe.

Però io posso cambiare il nominativo dei biglietti, se cambio il nominativo del biglietto che acquisto Viagogo come vengo controllato?

Fai conto che un'azienda come TicketOne è un negozio, vende un biglietto, emette il sigillo fiscale ed è l'unico che ha l'accesso ad emettere quel biglietto, TicketOne poi la paga sul bene venduto, mentre un sito come Viagogo non emette biglietti, ma è un intermediario di biglietti che non avranno un nome sopra. Noi abbiamo lavorato per gli artisti – come Ed Sheeran che ha obbligato Live Nation ai biglietti nominativi – e i consumatori, poi se agli organizzatori non va bene perché ci sono adempimenti aggiuntivi si organizzeranno, perché la norma va oltre quello che vogliono loro, io devo tutelare le casse dello Stato, per la questione fiscale, e soprattutto i consumatori finali che magari non trovano i biglietti al botteghino e casomai ne trovano a paccate sui siti di secondary ticketing a tre quattro volte la cifra iniziale.

Ovviamente ognuno difende le proprie cose, però prima parlava per i biglietti 2020 non c'è il rischio che il singolo consumatore abbia timore di comprare un biglietto un anno prima?

Il calcio ha un sistema fallimentare che ha creato un mercato del cambio nome, perché questo non è stato regolamentato per bene, mi auguro che questo sistema che abbiamo messo a punto sia un volano perché il mondo del calcio utilizzi il nostro sistema. Ti parlo da fan e legislatore: quando so che c'è uno come Ed Sheeran che ha fatto sold out in due ore, il fan, per un grande artista che fa tappa unica compra il biglietto. poi dobbiamo parlarci chiaro: il biglietto non è una TAC salvavita, ma è un biglietto come quelli dell'aereo per cui se non ti presenti lo perdi, noi portando avanti questa passione abbiamo detto alle piattaforma primarie quelle che mettono il sigillo fiscale, le uniche che sono titolate a vendere, noi abbiamo detto: ‘Se io compro il biglietto per i Metallica del 2020', cosa posso fare? Se mi accorgo che non posso andarci per qualunque motivo, posso reimmetterlo nella piattaforma primaria, questa ha obbligo da regolamento deoi decreti attuativi della norma, di metterlo in bella mostra in home page

Una sorta di mercatino rivendita biglietti, quindi?

Esatto, però, tracciata, quindi il rivenditore straccia il sigillo fiscale e ne emette un altro, quindi creo un mercato legale e a prezzo di mercato, che sarà legale e a prezzo giusto, con una piccola fee che pagherà l'emettitore che sarà da 1 a 4 euro massimo per non perdere il biglietto. Adesso se non vai al concerto devi comprare un'assicurazione più cara, noi togliamo questa assicurazione e ci sarà la fee oltre a un sistema tracciato per fare un cambio con prova d'acquisto, tutto legalizzato e questo affamerà le piattaforme di secondary ticketing.

C'è comunque una guerra in atto, non c'era proprio una strada per trovare qualche accordo, visto che quello che emerge è uno scontro continuo per una cosa che dovrebbe andare a vantaggio del consumatore?

Io voglio capire a che gioco sta giocando live nation perché se lavora per i propri introiti lo dica, le associazioni dei consumatori elogiano la norma e per quello che penso il legislatore deve aiutare il consumatore finale, poi come tante altre cose una norma mette dei paletti e chi fa un certo lavoro deve adeguarsi.