Si chiama B3N il ritorno di Benjamin Mascolo alla musica. Benji, infatti, torna a un anno dall'annuncio della fine dell'esperienza con Fede, che sarebbe dovuta terminare con un concerto evento all'Arena che poi è saltato a causa della pandemia da Covid. Un anno fa i due cantanti spiegarono a Fanpage che era arriva il momento di tentare una strada nuova, che erano stati anni bellissimi ma anche complessi, soprattutto a causa dello stress. Benji torna con un EP a cui ne seguirà un altro, due progetti diversi, dice ancora a Fanpage, che esprimeranno due anime diverse del cantante, che in questa avventura ha voluto al suo fianco anche la compagna Bella Thorne, protagonista insieme agli Usa di questo nuovo esordio.

Ciao Benjamin, bentornato, partiamo dalla tracklist: come mai “Ricomincio” è in fondo alla tracklist?

Aveva senso all'inizio, ma è più divertente alla fine perché io sono romantico e penso al disco come disco, non come playlist. Pensandolo con un ordine è bello farsi un viaggio tra le prime cinque con la sesta che spiega un po' anche tutte le altre che hai appena ascoltato e le giustifica, per questo ho fatto questa scelta. La canzone, in fondo, si spiega da sé, è molto personale, mi levo pure qualche sassolino dalla scarpa e sono molto felice di averlo fatto a modo mio. Lo dico senza arroganza, al massimo con solo un pizzico, non esagerato, e con tanta introspezione.

Ti hanno "crocifisso e appeso come un quadro”, per citarti?

Beh, sì, ho fatto tante scelte sbagliate e io stesso mi prendo le mie responsabilità: scelte sbagliate o non popolari e quando fai scelte che vanno leggermente in una direzione diversa è facile essere crocefissi e condannati, per questo mi sono sentito anche condannato dalle persone che avevo intorno, per alcune scelte che ho fatto. Quando dico: "Peccato che non ero mai un profeta, solo un semplice teen idol" è come dire: cosa vi aspettate da me? Alla fine sono solo un ragazzo che cerca, lui stesso, di capire come funziona la vita, quindi non sono un profeta che conosce la verità e vuole trasmetterla, io voglio semplicemente cercare di fare del mio meglio e mi sono trovato quel peso lì.

È un album molto americano, nei titoli, nelle tematiche, nei riferimenti pop. Quando nasce questo Ep?

C'è un'evoluzione americana proprio perché ho vissuto questa esperienza americana grazie alla mia ragazza. Ero stato varie volte a Los Angeles e negli Usa, ma da quando l'ho conosciuta non l'ho più vissuta da esterno. Bella mi ha aiutato a vedere il mondo da una prospettiva diversa anche grazie a lei che mi ha aperto gli occhi su una prospettiva diversa e la California mi ha dato un punto di vista diversa del mondo e io racconto questa esperienza, racconto queste cose che ho processato in maniera molto personale e le ho messe nel disco. Quello che ho capito è che nella musica che faccio non voglio parlare di cose che non so, voglio parlare di quello che so, ciò di cui sono confident per poter poi dire alle persone quello che conosco.

La scelta di un doppio album separato ma a pochi mesi di uscita è la nuova frontiera? Qualcosa per cercare di stare sempre sull’attualità?

In realtà è stata una scelta artistica dovuta al fatto che quando mi sono messo a scrivere questo disco – tra l'altro ho scritto tantissimo – ho espresso due lati di me, uno più romantico, introspettivo, più pop, quello che sentite adesso e un lato più rock ed estremo, sotto alcuni aspetti. Se avessi fatto un disco unico avrei dovuto mettere due metà in un contenuto unico, mentre in questo modo sto facendo due contenitori che a livello estetico avranno impronte diverse anche come comunicazione, livello visivo etc. La possibilità di farli divisi in due mi dà la possibilità di farlo anche in maniera più estrema, non devo far sì che una parte si avvicini troppo all'altra.

L’anno scorso mi dicesti che la fine del duo era dovuto anche a un livello di stress troppo alto. C'entra anche con questo la scelta di uscire adesso con meno possibilità di stress aggiuntivo tra pubblico, tour etc?

Decisamente è più rilassato nel senso che c'è meno viaggiare, ma è stressante sotto altri aspetti, perché la comunicazione social è diventata il bisogno di fare tantissimi contenuti, poi io sono uno meticoloso e ci tengo a fare le cose fatte bene e anche a ‘sto giro ho zero tempo libero. La scelta di uscire con un disco in questo periodo storico è un po' anche per dire "Andiamo avanti". Quello in cui viviamo non è un mondo normale, quale sarà la nuova normalità non lo sappiamo, lo sapremo col tempo, però è un modo per dire andiamo avanti. In più quando ho qualcosa che penso sia artisticamente interessante e l'ho messo sotto forma di canzone, sento il bisogno di cacciarlo fuori perché se non lo faccio non posso mettermi su qualcosa di nuovo: è un modo per dire "Questo sono io, adesso, ci risentiamo tra un po'".

Come mai la scelta di “Finché le stelle non brillano” come primo singolo? Mi racconti come nasce?

La cosa bella è che se avessi messo le prime sei canzoni in un vaso e avessi pescato a caso, qualsiasi canzone sarebbe venuta fuori avrei potuto sceglierla come singolo, perché ognuna racconta qualcosa a modo suo. Quando ho dovuto scegliere è stato difficile ma io mi affido anche all'opinione di chi lavora con me. "Finché le stelle non brillano" è una canzone a cui sono molto legato, e l'abbiamo scelta perché pensavamo fosse adatta a questo periodo dell'anno.

Via Fede, dentro Bella Thorne che in qualche modo è dentro a tutto il progetto, dalle dediche al video… In che modo fa parte di questo processo?

Bella ci è dentro fin dal processo di scrittura: parlando della mia vita personale è impossibile non parlare della mia ragazza che è così importante nella mia vita per questo parlo di lei in molte canzoni. A livello lavorativo mi ha sempre supportato, è sempre orgogliosa di quello che faccio e mi spinge sempre più a credere in me stesso e io cerco di fare lo stesso con lei. Lavorativamente parlando, abbiamo sempre un confronto: quando scrive qualcosa, è in prima persona in tutti gli aspetti del suo lavoro, che sono infiniti. Abbiamo sempre un confronto diretto, ed è bellissimo, perché condividere un supporto preciso anche nel lavoro ci dà tanto. Per questo riguarda il videoclip abbiamo scritto un trattamento, senza pensare a lei nello specifico, non avevo la pretesa di chiederle di partecipare, la canzone è scritta per lei, aveva senso, ma non voglio mai chiederle di fare qualcosa così che si senta costretta, è stata lei a dire che le piaceva la canzone, l'idea del videoclip e ha voluto essere lei quella persona e le ho detto sì.

La tua carriera da attore, invece, come procede?

Procede nel senso che non vedo l'ora di fare altri film, ora siamo alle battute finali delle riprese e non vedo l'ora di vederlo. L'uscita è prevista entro la fine di quest'anno, ma dipende dall'apertura dei cinema e quindi se le sale sono chiuse non può uscire, lo scopriremo prossimamente, io sono felicissimo perché credo di aver fatto un'ottima prima performance, poi saranno le persone a darmi il feedback.

Cosa ha detto Federico di questo lavoro?

Fede è sempre stato partecipe di tutto il processo creativo, perché fin da quando ho cominciato a scrivere spesso era in studio con me: ha vissuto tutto, anche la mia crescita, e quando gli ho fatto sentire il disco finito mi ha detto che era molto orgoglioso di me e che non si aspettava neanche lui che potessi portare a casa un risultato simile a livello artistico. E allo stesso modo sto vedendo anche io quello che sta facendo dietro le quinte e quando sarà il suo turno lo supporterò allo stesso modo, rimaniamo fratelli.

Sanremo poteva essere un ottimo modo per lanciare questo progetto?

Per il futuro non mi chiudo porte, ma nel presente ho bisogno di più tempo per crescere e per comunicare, lì hai tre minuti, devi circoscrivere tutto in quei minuti e quella canzone e non avrebbe reso quello che voglio fare io. La mia comunicazione sarà un po' più a lungo termine e poi chi lo sa per il futuro. Il Festival è una cosa bellissima, ce ne fosse di musica in televisione.