Avril Lavigne (Getty Images)
in foto: Avril Lavigne (Getty Images)

Lo scorso 6 settembre Avril Lavigne ha annunciato ufficialmente titolo e data di uscita del suo nuovo singolo che segna anche il ritorno discografico dell'artista canadese a cinque anni dall'ultimo album e soprattutto dopo anni di battaglia contro la Sindrome di Lyme che l'ha colpita rendendola praticamente inerme. In una lunga lettera pubblicata sul suo sito la cantante ha annunciato che il 19 settembre uscirà "Head above water" che è la prima canzone che ha scritto appena ha potuto cominciare a farlo. Un pezzo scritto direttamente dal letto in cui riposava e che è stato il primo mattone di un percorso in cui, ha spiegato, si è messa a nudo, raccontando questa terribile malattia.

L'annuncio del singolo e la Sindrome di Lyme

"Sono emozionatissima nel potervi finalmente annunciare il primo singolo del mio album con la data di pubblicazione – ha scritto la Lavigne -. Sono passati cinque anni da quando ho pubblicato il mio ultimo album. Ho passato gli ultimi anni in casa, malata, a combattere contro la Malattia di Lyme", i peggiori anni della sua vita, li ha definiti la cantante, in cui ha dovuto fronteggiare una malattia che colpisce non solo il corpo, ma anche la testa: "Ho dovuto affrontare una battaglia sia fisica che psichica. Ho cercato di trasformare questa battaglia in musica di cui sono veramente orgogliosa".

Perché "Head above water"

Il perché di quel titolo lo spiega bene sempre all'interno della lettera: "Avevo accettato la morte e sentivo il mio corpo abbandonarmi, mi sentivo come affogare, come che stessi andando sott'acqua e avessi bisogno di salire per prendere aria, incapace di respirare. Ho pregato Dio affinché mi aiutasse a mettere la testa fuori dall'acqua, per permettermi di vedere attraverso la tempesta, sono cresciuta vicino a Lui e mia madre mi ha aiutata". Il titolo della canzone, infatti, è traducibile con "La testa fuori dall'acqua".

Una Fondazione per combattere la malattia

La cantante ha poi spiegato di voler fare un racconto realistico di quello che le è capitato nonostante le enormi difficoltà che ha nel parlare del dolore che ha provato: "Ad essere onesta, una parte di me non vorrebbe parlare della malattia perché vorrei lasciarmela alle spalle, ma so che devo farlo. Non è solo parte della mia vita, sento il bisogno di gettare luce sulle difficoltà della Sindrome di Lyme. Il morso singolo di una zecca può fregarti e la gente non ha idea che il Lyme deve essere combattuto immediatamente e spesso, anche se sono veloci, perdono tempo semplicemente perché non riescono ad ottenere una diagnosi". Per questo la cantante ha creato una Fondazione per studiare la malattia e promettere di fare tutto il possibile per tornare sul palco, a viaggiare, cantare e lavorare ancora: "Ma abbiate pazienza, già scrivere e registrare quest'album per me è stata una vittoria (…), adesso ho un disco, potente, trionfante e vero su di me e la mia esperienza di questi ultimi anni".