24 Settembre 2021
17:12

Il mondo dei live chiede il 100% delle capienze per i concerti e l’abolizione del distanziamento

Concessione del 100% delle capienze e abolizione del distanziamento sociale: sono queste, secondo gli organizzatori della conferenza stampa “Salviamo la musica”, le due istanze non negoziabili che, una volta accertate ed estese all’intero settore, potranno consentire a un comparto sfiancato dalla pandemia di poter ripartire in piena salute dopo due anni di stasi.


Concessione del 100% delle capienze e abolizione del distanziamento sociale: sono queste, secondo gli organizzatori della conferenza stampa "Salviamo la musica", organizzata venerdì 24 settembre presso lo stadio San Siro, le due istanze non negoziabili che, una volta accertate e garantite all'intero settore, potranno consentire a uno dei comparti più sfiancati dalla pandemia, quello della musica dal vivo, di poter ripartire in piena salute dopo due anni di stasi, perdite e mutismo istituzionale. L'incontro ha coinvolto tutti i produttori e le associazioni di categoria, uniti per l'obiettivo comune di ricominciare a lavorare e garantire certezza a chi acquista i biglietti per i concerti.

Vincenzo Spera: "Ricostruire un rapporto di fiducia con gli spettatori"

Secondo il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, "Dovremo avere la forza per tornare a rivivere le emozioni che solo la musica e l’aggregazione riescono a dare: dopo più di 13mila giorni, è ora di prendere le decisioni che contano". Un'ambizione condivisa anche da Ferdinando Salzano di Friends & Partners, a detta del quale è indispensabile riconquistare la fiducia dei consumatori (leggasi: chi compra i biglietti per concerti che poi, purtroppo, vengono annullati): “Non possiamo non partire dal nostro legame col pubblico: dobbiamo ricostruire un rapporto di fiducia, perché ora come ora gli spettatori non sanno più cosa stanno comprando. Devono acquistare un biglietto per un concerto vero, non per Fantasylandia". Per l'occasione, Spera ha anche rispolverato un celebre tormentone di Mario Draghi, paragonando l'agonia patita dal settore della musica dal vivo alla crisi dei debiti sovrani che ha condotto l'Unione Europea sull'orlo del default:"Whatever it takes, the show must go on: presidente, lo spettacolo non si può fermare”.

Certezza del diritto e programmazione

Il comparto della musica live chiede a gran voce anche certezza del diritto e condizioni che possano consentire un'adeguata programmazione degli eventi: "Dobbiamo ricostruire quel tessuto di programmazione che è fondamentale per la nostra professione, ma per farlo abbiamo bisogno di una data certa", ha proseguito Salzano. Inoltre, per l'ingresso ai concerti, gli organizzatori hanno in cantiere "Un protocollo che prevede green pass, mascherina e controllo della temperatura per gli spettacoli al chiuso, obiettivi da raggiungere attraverso un piano condiviso da formalizzarsi entro il 31 ottobre, così da non compromettere irrimediabilmente anche la stagione 2022.”; anche perché, secondo Salzano "Un nuovo stop sarebbe la distruzione di tutto ciò che abbiamo costruito negli ultimi anni: siamo stati zitti e buoni, abbiamo fatto i nostri concerti con mille persone senza proferire verbo: ora è il momento per alzare la voce, perché finora non lo abbiamo mai fatto."

Il "Piano B" di Assomusica

Nel caso in cui non fosse possibile raggiungere a un accordo completo, Assomusica ha in cantiere anche un "Piano B" che, ferme restando la concessione del 100% delle capienze e l'abolizione del distanziamento sociale, prevede l'accesso ai concerti soltanto per chi abbia concluso il ciclo vaccinale o sia immunizzato a lungo termine. Per questa via, "Ogni concerto diventerebbe una casa di immunizzati e di unità di gregge. Se anche questa proposta verrà rifiutata ci chiederemmo: perché ci siamo vaccinati?" . Gli organizzatori, però, hanno sottolineato che si tratta di una extrema ratio, una sorta di carta della disperazione che sperano di non dover giocare mai.

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