5 Agosto 2016
10:22

Arisa: “Ho un lato sexy ma non tutti lo capiscono”

In occasione dell’ultimo concerto del suo tour estivo tenuto a Villa Ada, a Roma, Arisa ha parlato di sensualità, della sua voce e di femminicidio.

Arisa ha chiuso a Villa Ada il suo tour estivo che prende il nome da "Voce", primo brano del suo ultimo album "Guardando il cielo". Ultima tappa nella Capitale per la rassegna "I concerti nel Parco" che segnerà un piccolo stop ai live della cantante lucana che pochi giorni fa ha presentato il suo ultimo singolo "Una notte ancora", accompagnato da un video in cui gioca tra autoironia e sensualità. A questo proposito la cantante – vincitrice del Festival di Sanremo che l'anno dopo ha vissuto da protagonista conducendolo assieme a Carlo Conti ed Emma Marrone – ha parlato del suo lato sexy in un'intervista concessa ad Aska News, in cui ha parlato anche di femminicidio e del suo rapporto con la propria voce

Con la mia voce ho un rapporto disastroso: è un odio-amore. Oggi mentre venivo in macchina mi sono detta ‘la devo amare di più', ma non è facile. Gli sbalzi di temperatura, l'aria condizionata, però di base la adoro, è ciò che mi rende diversa (…) Al giorno d'oggi è difficile farsi ascoltare, è difficile per tutti farsi ascoltare. Ci dovrebbe essere la possibilità per tutti di dire la propria. Voce è un brano che descrive proprio questo: quando l'abbiamo prodotta ho immaginato di essere in un dopo mercato cinese dove ci sono bambini sotto i cornicioni, mi sono vista un film come quelli che ho visto ai tempi di Karate Kid

Il lato sexy

Parlando del suo ultimo video, in cui appare mentre gioca sensualmente col suo compagno, spiega:

Ce l'ho un lato sexy, però è per amatori, non è che lo capiscono tutti.

Donne, scappate!

Dopo gli ultimi avvenimenti di Lucca e Caserta e il problema del femminicidio di cui si sta cominciando a parlare in questi ultimi anni Arisa si è chiesta come si possa fare del male a qualcuno che amiamo o crediamo di amare, lanciando un consiglio alle donne vittime di violenze:

Quando ci sono le prime avvisaglie di qualcosa che ci mette in difficoltà: chiudere, andare via, il mondo è vasto, un biglietto di un treno, già nell'altra città, costa 12 euro, scappate, scappate e andate a rincorrere la vostra felicità, che esiste, c'è.

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