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Annullata “O’Scià” dopo dieci anni: non ci sono fondi pubblici

La manifestazione, organizzata dal 2003 da Claudio Baglioni ogni settembre, a Lampedusa, non andrà in scena quest’anno. Motivazione principale i fondi pubblici non stanziati e il mancato versamento degli incassi dell’anno scorso.
A cura di Andrea Parrella
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Claudio Baglioni l'aveva già lasciato immaginare, ma adesso è una certezza che O' Scià, il festival di musica leggera che si teneva a Lampedusa dal 2003 e che aveva portato nell'isola caratterizzata dai massicci sbarchi di profughi provenienti dal Mediterraneo grandi artisti e nomi noti della scena musicale italiana e internazionale, non si terrà nel prossimo settembre e, probabilmente, non verrà più realizzato. Il cantante romano aveva già espresso, in un'intervista di qualche tempo fa, una certa riluttanza all'idea di riproporre l'evento nella stessa forma, per quanto fosse oramai divenuto una specie di appuntamento fisso.

All'origine della scelta ci sarebbe soprattutto il mancato appoggio in termini di aiuti pubblici. Da un comunicato della fondazione omonima si legge infatti: "Non abbiamo avuto alcun riscontro dall'amministrazione locale e regionale circa l'impegno per l'edizione 2013, oltre al mancato incasso, ad oggi, del contributo erogato dall'assessorato al Territorio Regione per la scorsa edizione". La riflessione di Baglioni, che da pochi mesi ha dato il via ad un'operazione discografica innovativa e molto ambiziosa, che lo porterà in tour in autunno, era orientata verso l'idea che l'evento dovesse dare voce ad un disagio e che in qualche modo la politica e le istituzioni questo messaggio dovessero metabolizzarlo. Cosa che, a quanto pare, non è avvenuta.  Soprattutto è inaspettato che l'evento si fermi proprio quest'anno, a pochi mesi di distanza dalla visita storica di Papa Francesco sull'isola di Lampedusa.

Dalla presidente della fondazione Rossella Barattolo arrivano parole di soddisfazione per la storia della manifestazione, ma anche una chiara sentenza definitiva sulla fine della manifestazione: "Dieci anni straordinari. Questa è stata l’esperienza di O’scia’. Straordinari per la durata: nessuna rassegna di musica per il sociale è mai stata altrettanto longeva. Né qui, né altrove. In un tempo nel quale la globalizzazione rende tutti coprotagonisti nel costruire il presente e nel progettare il futuro, davvero nessun uomo è né può più essere un’isola. Come Claudio Baglioni ha scritto più volte: il contrario di integrazione è disintegrazione ed il rischio che essa comporta è un rischio che nessuno si può permettere. L’esperienza di O’scia’ è, ormai, alle nostre spalle".

Non c'è dubbio che ad alimentare i rumors su una motivazione altra rispetto a quella strettamente finanziaria c'era stato il caso edilizio che aveva coinvolto proprio l'abitazione dove Baglioni trascorre le vacanze: a ottobre dell'anno scorso la Guardia di finanza aveva messo i sigilli alla sua villa, nell'ambito di un'operazione antiabusivismo.  Il tribunale di Agrigento, successivamente, aveva deciso di annullare il sequestro della suddetta villa, che è di proprietà della società Cala Creta, ma ad aprile di quest'anno per Baglioni è arrivata una sentenza inattesa dalla Cassazione, che annullava l'ordinanza tramite la quale si era proceduti al dissequestro.

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