Anna Giusti (ph Raffaella Vasco)
in foto: Anna Giusti (ph Raffaella Vasco)

Anna Giusti è una delle giovani voci che negli ultimi anni sta cercando di farsi spazio nel mondo musicale campano e nazionale. Dopo un inizio come Anna, poche settimane fa è tornata con un progetto nuovo già dal nome, ampliato col cognome e da una ricerca artistica in evoluzione. In un periodo in cui la scena musicale italiana che, a differenza di quanto si possa pensare a uno sguardo superficiale, è più viva che mai, grazie soprattutto a tante giovani artiste che stanno creando sempre più un suono riconoscibile, Anna Giusti prova a portare la sua sensibilità, suoni anni '80 e un racconto semplice e non banale. Il suo nuovo singolo si chiama "Solido Liquido" e Fanpage.it vi mostra il video in anteprima.

Ciao Anna, in che modo questo cambio di nome ha dato una svolta al tuo percorso artistico?

È avvenuto tutto in maniera molto naturale. Dalla pubblicazione del primo singolo ad oggi sono cambiate tante cose, sia sul piano personale sia su quello artistico. Anna di “Post-it Ep” iniziava il suo percorso per cui aveva bisogno di sperimentare, di percorrere varie strade per ritrovarsi. Anna Giusti invece sembra aver trovato una sua dimensione, un suo sound. Quindi più che di cambio nome parlerei di una maturazione che inevitabilmente ha fatto nascere in me nuove consapevolezze, pur restando la stessa persona di sempre. 

Quando è nato il progetto musicale e come si è sviluppato in questi anni?

Il mondo della musica mi ha sempre affascinato sin da piccola. Prima di trovare la mia attuale forma, ho vissuto varie esperienze, alcune positive altre meno. Ho iniziato a scrivere a 14 anni, molte canzoni non le ho mai pubblicate. La svolta è arrivata all’incirca due anni fa, quando ho incontrato il mio attuale produttore Pleiam. Con lui e con Saverio Tufano, fondatore di Scrz Label, ho iniziato a gettare le basi del progetto. Nel 2018 abbiamo pubblicato i primi due singoli “Polvere” e “Di Domenica”, nel 2019 un terzo singolo “Esco di casa” e il primo disco “Post-it Ep”. Intanto abbiamo suonato in giro e lavorato a nuove cose. Non ci siamo più fermati e qualche giorno fa è uscito il nuovo singolo “Solido Liquido”.

Come per molti rapper anche tu hai un producer di fiducia, giusto? Come nasce questa collaborazione?

Il mio produttore è Peppe Pleiam La Strada. In qualche modo ci siamo scelti. Ho sempre ammirato la sua creatività e la sua professionalità. Un po' di anni fa gli feci ascoltare alcuni pezzi che avevo scritto piano e voce, pian piano si è creata un’intesa musicale. È riuscito a tirare fuori il meglio. Siamo arrivati ad un punto che non serve parlare per capirci. Quando mi ha mandato il primo arrangiamento di “Solido Liquido” ho pianto e ballato allo stesso tempo. Amore al primo ascolto. Lui è parte di ogni aspetto di questo progetto, oltre ad essere come un fratello per me. C’è empatia e lo si capisce anche dai live.

“Solido Liquido” è l’inizio di un percorso che porterà a un album o per adesso pensi esclusivamente per singoli?

Non lo so sinceramente. Posso assicurarti che ho scritto molto e stiamo lavorando sui pezzi. Ce n'è qualcuno su cui punto particolarmente. Al momento vogliamo produrre e pensare a piccoli passi. Quindi tendenzialmente ti dico ragiono per singoli, ma non escludo sicuramente un album.

Come nasce il video del brano?

La musica ha questo straordinario potere di unire mondi e di creare commistioni artistiche. Il video è frutto dell'estro del regista Michel Liguori. Gli avevamo dato alcune indicazioni. Poi lui ha interpretato, ha aggiunto nuovi significati, ha creato la magia ed io mi sono affidata completamente. Volevamo omaggiare gli anni '80, ma allo stesso tempo renderli moderni. Unire più binomi: fisso e dinamico, luce e buio, passato e presente. E credo che Michel sia riuscito egregiamente. Al video ha lavorato un team fantastico!

Se dovessi pensare a delle influenze dove è rivolto il tuo sguardo?

Tra gli artisti che ho ascoltato tanto ci sono: Mina, Meg, Elisa, Lady Gaga, The XX.

Il testo sembra percorrere una strada battuta da un certo cantautorato pop italiano, quello della quotidianità e dei piccoli gesti. Come si sviluppa il percorso creativo per una canzone?

Ogni canzone si sviluppa in maniera diversa. Non seguo uno schema. In generale raccolgo delle idee e poi mi siedo al piano. Con “Solido Liquido” faccio passare in maniera leggera un messaggio profondo. Attraverso la metafora di una relazione vissuta nella quotidianità, canto il coraggio e la bellezza dei sentimenti profondi e dei legami duraturi. Per legami intendo relazioni affettive solide di qualsiasi tipo e genere. Gli affetti da proteggere sono punti di riferimento nel mare d’incertezza in cui navighiamo.

Senti, negli anni scorsi si è molto parlato della poca presenza femminile in un certo mondo musicale italiano. In questi ultimi tempi, però, sta crescendo una scena molto interessante, fatta soprattutto da ragazze (Birthh, Han, Any Other, Giungla, e possiamo proseguire all’infinito). Come la vedi la situazione in questo momento?

La situazione attuale è in continuo fermento, questo è molto bello. Le donne hanno sempre avuto meno spazio, credo per questioni culturali. Ma ce lo stiamo conquistando sia socialmente che musicalmente.

Tu vieni da Napoli, anche se mi pare che ti smarchi da alcuni cliché. Quali sono pro e contro della città (a livello artistico)?

Si, è vero. Io vengo dalla provincia, inutile negare le difficoltà. Poi sono un’ibrida, per metà calabrese. Amo molto Napoli! La scena musicale napoletana è ricca di realtà artistiche anche molto diverse tra loro. Per cui rispecchia la città stessa. Aperta e contaminata.