Andrea Camilleri (LaPresse)
in foto: Andrea Camilleri (LaPresse)

Andrea Camilleri è morto questa mattina: l'Italia intera sta dando il suo addio a uno degli scrittori e intellettuali più importanti di questo ‘900, conosciuto soprattutto per aver inventato il personaggio del Commissario Montalbano, ma autore, in realtà, di tantissimi libri anche di carattere storico. Lo scrittore siciliano, di cui non ci saranno né camera ardente, né funerale, era stato trasportato d'urgenza in ospedale qualche settimana fa "in condizioni critiche per problemi cardiorespiratori" e dopo qualche bollettino medico era calato il silenzio sulle sue condizioni di salute, almeno fino a questa mattina, quando l'ASL Roma 1 ha comunicato con un comunicato che "alle ore 08.20 del 17 luglio 2019 presso l’Ospedale Santo Spirito è deceduto lo scrittore Andrea Camilleri. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali".

Il cordoglio dei cantanti

La morte dello scrittore, quindi, ha creato un'ondata di cordoglio da parte di fan e personaggi dello Spettacolo e della Politica. Anche nel mondo della musica sono molti quelli che hanno voluto ricordarlo con affetto questo "Maestro", forse una delle parole più usata per rendergli omaggio: "Ciao maestro" scrive Emma Marrone, mentre Ermal Meta scrive "Riposa in pace, Maestro", Fiorella Mannoia scrive che "siamo sempre più soli", mentre Paola Turci posta una frase: ‘Non bisogna mai avere paura dell’altro perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro' Grazie Maestro. "Mio padre mi ha insegnato ad amare la tua scrittura, mio padre ti chiederà di fumare insieme e di parlare della vostra Sicilia. Abbracciamelo Maestro" ha scritto Giuliano Sangiorgi, invece, ricordando anche il padre.

L'omaggio di Vecchioni e dei cantanti siciliani

Un caro amico dello scrittore era Roberto Vecchioni che a Radio Cusano Campus ha dichiarato: "Io e Camilleri eravamo amici: lo ricordo vecchio già da giovane –ha affermato Vecchioni-. All’epoca lavorava in Rai preparando una trasmissione sulla leggenda di Tristano e Isotta e mi chiese di comporne la colonna sonora. Già allora era pieno di idee ma anche un fumatore accanito: fumava 40-50 sigarette al giorno. Era spiritoso come tutti i siciliani. E’ divenuto noto come giallista ma aveva una vastissima cultura classica, fuori dall’ordinario. Una volta presentò anche un mio libro. Credo che fosse amato da tutti gli italiani perché era in grado di mettere d’accordo tutti. Un grande pensatore". Un caro saluto arriva anche da due artisti sicialiani, Levante, che lo ricorda in una storia su Instagram e Colapesce, che su Instagram scrive: "Mi angoscia un po’ l’idea che quest’ultimo novecento gentile lentamente affonda nel mare del passato, non credo sia solo nostalgia; sarà più il futuro mediocre che s’intravede all’orizzonte, pieno di piccoli pensatori che tutti insieme probabilmente non faranno mai manco mezzo Camilleri. Mi angoscia ma allo stesso tempo mi sento fortunato di aver vissuto un pezzetto di quel secolo speciale. Non dimenticherò mai Conversazioni su Tiresia al teatro greco di Siracusa, un’ora e mezza di classe e profonda ironia ‘Mi piacerà sentire il calore del pubblico che per fortuna non vedrò'. Grazie per sempre maestro, se ne va in grande stile dopo un’eclissi… o era lei?"

#camilleri e le nostre vite

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