Anastasio e Marco Mengoni (LaPresse)
in foto: Anastasio e Marco Mengoni (LaPresse)

Anastasio, rapper di Meta di Sorrento, è il vincitore di X Factor 2018, la cui finale è la più vista di sempre. Sarà lui, insomma, che dovrà gestire un anno di enorme popolarità, cercando di non farsi fagocitare dai lustrini, dalle promesse, dalle luci, capendo che quello che ha visto fino ad ora – le produzioni, le luci, le scenografie – scomparirà e resteranno solo lui con le sue canzoni e tantissime pressioni anche artistiche. Marco Anastasio, che ieri sera ha battuto, sotto gli occhi del suo giudice Mara Maionchi, Naomi, la cantante della squadra di Fedez ha già cominciato a vedere cosa significa la popolarità e quanto la comunicazione sia importante: ieri, infatti, si è trovato al centro di un dibattito sulle sue idee politiche che, alla fine, non ne hanno minato la vittoria finale, confermando i pronostici della vigilia. Non sarà facile, insomma, ripetere quello che hanno fatto i Maneskin o quel Marco Mengoni che ieri è stato super ospite speciale, ma almeno deve cercare di delinearsi un percorso diverso da quello di alcuni dei vincitori del talent, e forse potrà essere aiutato dal suo rap che gioca bene con le parole ma a cui manca ancora il graffio dei grandi.

Che fine hanno fatto i finalisti di X Factor?

Che fine hanno fatto i finalisti di X Factor in questi ultimi anni? Quanti tra loro hanno resistito all'usura del tempo e quanti, invece, non sono riusciti a cavalcare l'onda di un pugno di settimane di grande esposizione? È la domanda, diciamocelo, che ci si fa ogni volta che ci si approccia al vincitore dell'edizione corrente, la curiosità corre agli anni precedenti, per controllare quali sono le possibilità che quel nome possiamo ritrovarcelo nel mondo della discografia anche negli anni successivi. Si parla spesso di "Amici", il talent di Maria De Filippi che ogni anno sforna un cantante che riesce a conquistare nei mesi successivi le classifiche di vendita degli album e di visualizzazioni dei singoli (negli ultimi anni è accaduto con The Kolors, Riki e Irama), ma uno dei maggiori fenomeni del 2018, con coda anche nel 2019 viene direttamente da X Factor e parliamo dei Maneskin, la band che ha riempito i club e adesso fa i sold out nei Palazzetti.

Marco Mengoni il più famoso

La curiosità è che alcuni tra i nomi più popolari usciti dal programma di Sky (ma nato in Rai) non hanno vinto. Se Marco Mengoni, vincitore della terza edizione, è oggi uno dei cantanti pop più amati del Paese, con il suo ultimo album "Atlantide" che ha esordito la settimana scorsa in testa alla classifica è anche vero che la prima vera star uscita da lì è Giusy Ferreri, seconda dietro gli Aram Quartet nella prima edizione e presa sotto l'ala protettrice di Tiziano Ferro e ancora oggi tra i nomi più noti del panorama.

Il percorso da Nathalie a Lorenzo Fragola

Successivamente sono stati i quattro vincitori a resistere – diversamente tra loro – alla fama. C'è, ad esempio, Nathalie che fatica un po', oggi, a mantenersi a galla (dove per "a galla" intendiamo popolarità e numeri, non qualità), prima di un quartetto che vede Francesca Michielin, che continua ad avere un buon successo, Chiara Galiazzo che naviga a metà classifica e Michele Bravi che è salito e sceso, riuscendo a reinventarsi prima come youtuber e poi tornando protagonista in campo musicale, fino a Lorenzo Fragola, che dopo un inizio scoppiettante ha perso un po' di appeal, nonostante l0'uscita di un album interessante come "Bengala" . E ovviamente in un mercato cambiato così radicalmente in pochi anni sono pochi quelli che riescono a mantenere le alte aspettative degli inizi.

Il successo dei Maneskin e il futuro di Anastasio

Negli ultimi tre anni ci sono stati risultati poco soddisfacenti – Maneskin a parte – con un anno in cui il podio era formato da Giosada, Urban Strangers e Davide Shorty (tutti abbastanza laterali, oggi), poi l'anno successivo con Soul System ed Eva Pevarello primi e terza anche loro con ruoli non di primo piano, fino al Lorenzo Licitra (scomparso) vincitore dello scorso anno ed Enrico Nigiotti (terzo), anche lui poco in vetta, entrambi sommersi anche dalla popolarità della band capitanata da Damiano. Insomma, più che guardare alle proprie spalle, Anastasio potrebbe guardare alla parabola di Ultimo che, nonostante il percorso diverso, gioca con rap e cantautorato e nel 2018 è riuscito a mantenersi sempre in prima linea, grazie alla musica e lasciando da parte tutte le convenzioni di singoli, hit estive e quotidianità sui social, a dimostrazione che un'altra strada è possibile.