La promulgazione del nuovo Dpcm, firmato da Giuseppe Conte, è stata l'ennesima mazzata per il mondo della musica, che insieme al mondo dello Spettacolo è stato relegato come una funzione non essenziale per la vita dei cittadini italiani, con lo stop di ogni forma di spettacolo dal vivo. Il mondo della Cultura ha risposto con rabbia, mista a stupore, per la decisione da parte dello stato, un attacco che non ha sorpreso il ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini, che ha risposto nelle ultime ore con un video.

La scelta del governo e il tweet di Franceschini

Con il nuovo Dpcm firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte è arrivato l'ennesimo stop per la cultura in Italia. È arrivata la chiusura per il cinema, teatri ma soprattutto per gli spettacoli dal vivo, uno dei pochi momenti di guadagno per gli artisti italiani negli ultimi mesi. La reazione dei cantanti è stata veemente, con alcuni personaggi increduli per la decisione, in relazione anche al numero dei contagi che il mondo dello spettacolo ha avuto durante questi mesi. Dall'altro lato c'è chi non riuscendo a trovare una risposta a ciò che è stato deciso dall'ultimo decreto governativo, ha richiesto almeno un tavolo di lavoro con il governo per avere decisioni comuni sul fronte. Da alcuni è invece arrivata qualche proposta per sostenere il mondo dello spettacolo in forma privata, come ha confermato Fedez nelle sue storie.

La risposta degli artisti

Una delle prime che ha espresso il proprio dissenso attraverso i canali social è stata la cantante salentina Alessandra Amoroso, che ha pubblicato su Instagram i numeri del contagio forniti da AGIS (Associazione generale italiana dello spettacolo), che riproponevano l'unico contagio sui quasi 350mila partecipanti. Al suo fianco si è mossa anche Emma Marrone, che ha ripostato nelle storie il post di Amoroso, con un cuore, a testimoniare la solidarietà per un mondo della musica in declino. Polemici Ermal Meta e Vasco Brondi, con il primo che rimane perplesso davanti alla chiusura, richiamando al numero di contagi che ci sono stati nel mondo dello spettacolo, in riferimento a quelli di altri settori rimasti aperti. Attacco frontale invece da parte di Brondi, che se la prende con il ministro Franceschini, per un settore che sta soffrendo più di tutti, con alcuni lavoratori ordinari sul rischio del crollo. In cerca di una mediazione sembrano Tiziano Ferro e Fedez, che hanno risposto sicuramente con rabbia alla decisione del Dpcm, ma tendendo una mano chi al governo, chi ai lavoratori del mondo della musica. Ferro ha richiesto un tavolo istituzionale per avere un incontro tra le parti e discutere una deroga, in virtù anche delle modalità statiche dello spettacolo. Dall'altra parte Fedez si è detto convinto di voler trovare anche una situazione non istituzionale, con l'aiuto di buoni compagni di viaggio. Chi esprime tutta la propria delusione per un concerto live che si allontana sempre di più sono i Pinguini Tattici Nucleari, avviliti dalla possibilità di non avere la possibilità di poter suonare davanti a un pubblico.

La risposta del ministro Franceschini

Il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha risposto agli attacchi del mondo della musica sul nuovo Dpcm: "Forse non si è capito che siamo nella stessa situazione di marzo, mi sembra che in quel momento nessuno si sia lamentato. La chiusura delle attività non è stata legata ad una scelta gerarchica, ma è derivata dall'esigenza di ridurre il movimento delle persone. Prima si interviene e prima si inverte la tendenza di quella curva. Adesso bisogna mettersi tutti dallo stesso lato.

Alessandra Amoroso

Baby K

Michele Bravi

Emis Killa

Tiziano Ferro

Fedez

Lodo Guenzi

…ma al vostro posto non ci so stare. #love #rocknroll

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Ermal Meta

Motta

Penso a quelle persone che hanno lavorato in questi mesi per organizzarsi a far si che spettacoli pubblici fossero degli ambienti sicuri, nonostante nessun politico abbia mai veramente fatto capire l’importanza dell’arte e delle persone che ci lavorano. Penso che abbiamo perso per l’ennesima volta, perché la nostra guerra pacifica civile ed educata per l’ennesima volta non è servita a un cazzo. A prescindere dal mio lavoro e dalla fortuna che ho, ci sono tantissime persone che hanno affrontato una depressione senza nessun tipo di aiuto, cercando di reagire con una professionalità sconvolgente, mentre tanti altri stronzi facevano finta che a marzo non fosse successo nulla. Non è fondamentale quello che facciamo, è assolutamente necessario e siccome siamo abituati da sempre a non esssere considerati, spero davvero che anche questa volta non ci fermeranno, anche se alla fine sappiamo “artisticamente” incazzarci tanto pure noi.

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Pinguini Tattici Nucleari

Vasco Brondi