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Alt-J, Bragg, Maynard: i consigli del premier inglese Cameron ai grandi del mondo

In occasione del G8 irlandese il Premier inglese ha voluto regalare ai suoi ospiti (tra cui Obama e Putin) una pennetta Usb con 10 canzoni di altrettanti musicisti inglesi. Una playlist uscita ieri e che rivela i gusti del Premier, il quale in passato s’è scontrato con alcuni dei suoi musicisti preferiti.
A cura di Francesco Raiola
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Il parallelo politica-musica non è affatto nuovo e nel nostro paese ne abbiamo avute diverse esperienze. In occasione del summit del G8 che si è tenuta in Irlanda del Nord, anche il Premier Cameron, non è riuscito a rinunciare alla musica e ha colto l'occasione per preparare una playlist di 10 canzoni di gruppi inglesi da far ascoltare ai suoi pari gradi mondiali, tra cui Obama e Putin. Cameron non è nuovo alle uscite sui gusti musicali, ritrovandosi talvolta non ricambiato dai gruppi a cui ha dichiarato amore. La compilation, donata ai leader in una pennetta Usb e creata assieme alla British Phonographic Industry (BPI) per promuovere la musica inglese, è stata resa nota grazie di una richiesta basata sulla legge "Freedom of information" creata nel 2000 per permettere il "diritto di accesso" pubblico alle informazioni tenute dalle autorità pubbliche.

La playlist spazia tra i generi, mantenendosi prevalentemente pop e alternando gruppi come gli Alt-J, rivelazione indie dello scorso anno – e vincitori del Mercury Prize – a Jake Bugg, Laura Mvula, Tom Odell e Conor Maynard tra gli altri. Memore degli scivoloni degli anni passati, Cameron se n'è visto bene dall'inserire gruppi che ha dichiarato, in passato, di amare. Basti pensare a come la presero male Morrissey e Johnny Marr la dichiarazione d'amore verso i The Smiths; Marr gli vietò, addirittura, di essere fan del gruppo, seguito a ruota dal Moz che ci mise il carico spiegando che album come Meat Is Murder o The Queen Is Dead non furono registrati per gente del genere. ma anche ai Keane non piacque che una loro canzone, Everybody’s Changing, fosse utilizzata per un congresso dei conservatori.

Non sappiamo con precisione cosa ne pensino i musicisti inseriti nella lista, ma è bene per i politici essere cauti, soprattutto quando si è noti. Se poi si ha a che fare con Morrissey, forse una piccola attenzione in più non guasta.

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