Nonostante l'appello di tante star, nei giorni scorsi, e la pandemia di Coronavirus che sta fermando il mondo intero, alcuni artisti hanno deciso di proseguire con i propri tour. La folla di gente agli ultimi concerti degli Stereophonics è ancora negli occhi. Erano migliaia le persone assembrate in Gran Bretagna (a Manchester e Cardiff) per assistere ai concerti della band gallese che ha continuato nonostante siano stati tanti i commenti critici in giro per i social. Ma la band non è l'unica che ha deciso di continuare a suonare live, proseguendo la strada che sta adottando, ad esempio, il Governo inglese che pare abbia definitivamente scelto la strada dell'immunità di gregge e a differenza di altri Stati non ha scelto di chiudere la maggior parte delle attività commerciali.

L'invito a non fermare i concerti

Tra coloro che continuano a suonare c'è Morrissey. L'ex cantante degli Smiths – protagonisti di un brano che cominciava con "Panic on the streets of London, panic on the streets of Birmingham. I wonder to myself: could life ever be sane again?" -, infatti, continua i suoi concerti, almeno finché glielo permettono. Se i francesi hanno bloccato il concerto previsto a Parigi il prossimo 10 marzo, si è tenuto regolarmente quello di Londra del 14 marzo e anzi in tanti sui social hanno notato come il cantante fosse apparso con sullo sfondo varie immagini di lui con la mascherina e la scritta "Morrissey, tu sei in quarantena". L'AIM, ovvero, l'associazione della musica indipendente inglese – che costituisce un quarto del mercato inglese -, ha comunicato che non ha piani per cancellare i prossimi impegni: "L'AIM sta mantenendo un approccio pragmatico come team e, seguendo gli avvertimenti della salute pubblica, continua normalmente finché non verrà comunicato il contrario".

I Reverend Horton Heat invitano a ribellarsi

Ma c'è anche chi non solo continua ma rivendica anche la voglia di non fermarsi, come fanno i Reverend Horton Heat che su Facebook hanno scritto: "RHH non stanno cancellando alcun concerto a causa del Covid-19. Ogni concerto cancellato lo è per volontà dei promoter. Incoraggiamo tutti quelli che si trovano in una giurisdizione che limita il rock and roll a reagire. Scrivete mail e chiamate le agenzie di governo locali per ricordargli che abbiamo il diritto di assembramento. Non possono stoppare il rock&roll!".