Il rapper Double K del duo rap People Under the Stairs è morto nella sua casa lo scorso 30 gennaio. Stando a quanto riportano i giornali americani, il collega Mark Luv ha dichiarato che il rapper, di 43 anni, sarebbe morto nel sonno anche se la causa della morte non è stata ancora comunicata. Double K, il cui vero nome è Michael Turner, formò il duo hip hop a metà degli anni 90 quando a scuola incontrò Thes One (Christopher Portugal). Dal 1997, anno in cui cominciarono a rappare insieme il duo ha costruito una carriera che li ha portati a diventare una dei gruppi più di culto del panorama rap mondiale, anche grazie alla loro indole DIY che li portava a fare tutto da sé, dalle campionature alle produzioni.

La passione di Double K per l'hip hop

In un'intervista al Los Angeles Times (riportata da Rolling Stones) Double K spiegava quali erano state le sue origini e il perché si è avvicinato al rap: "Dove sono cresciuto, c'era il negativo ma io avevo la mia parte positiva, che era la mia musica. Ero circondato dalla negatività, penso alle cose che succedevano per le strade, le cose che a cui pensavo di volerne entrare a farne parte. Ho deciso che questo era più importante. Mi sono appena rintanato nella mia stanza, ascoltando musica, e poi ho incontrato questo ragazzo e ho avuto qualcun altro con cui ascoltare la musica".

Il culto undergound dei People Under the Stairs

Il primo album a nome People Under the Stairs è "The Next Step" del 1998 che conteneva una delle loro canzoni più famose ovvero "San Francisco Knights" costruendosi nel tempo un enorme culto underground – pur senza raggiungere una popolarità mainstream – anche grazie a due album come "Question in the Form of an Answer" del 2000 e "O.S.T." del 2002, forse quello più amato come scrive anche Pitchfork che ricorda il rapper spiegando che la band amava stare sul palco e per 22 non ha mai smesso di fare tour, al punto che nel 2011 Mac Miller li portò con sé per aprire il suo di tour. La band si separò definitivamente nel 2019.