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Addio a Clyde Stubblefield, storico batterista di James Brown che influenzò l’hip hop

Clyde Stubblefield era uno dei batteristi funky più noti al mondo, anche grazie alla sua collaborazione con James Brown, ma il musicista si è trovato, suo malgrado, ad essere una delle maggiori influenze dell’hip hop anni ’80 e ’90.
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Il "batterista funky più funky di sempre" Clyde Stubblefield è morto a 73 anni. La definizione è del musicista Questlove che lo ha ricordato così su Twitter, dopo la conferma della sua morte per cause che non sono ancora note. La storia di Stubblefield è strettamente legata a quella di James Brown, di cui fu il batterista di lungo corso, contribuendo ad alcune delle hit del musicista come  "Cold Sweat", "Ain't It Funky Now", "I Got the Feelin'" e ad alcuni dei suoi album storici, comprese pietre miliari come "Cold Sweat" e "Sex Machine".

Stubblefield entrò a far parte del gruppo di Brown nel 1965 come uno dei tanti turnisti della band, facendosi però notare fino a diventare un vero e proprio mito del funk e non solo, dal momento che avrebbe avuto un impatto devastante anche sulla cultura hip hop degli anni '80 e di quella a seguire, anche se la sua importanza fu riconosciuta ufficialmente solo in seguito.

La sua batteria in "Funky Drummer", pezzo del 1970, infatti, sarebbe diventato uno standard per molte canzoni hip hop, al punto da essere campionato più e più volte (senza alcun credit all'originale, almeno inizialmente). A renderlo immortale, infatti, fu il campionamento che ne fecero i Public Enemy nell'inno "Fight the Power" che fece, praticamente, anche da colonna sonora a "Fa' la cosa giusta", manifesto cinematografico dell'hip hop, girato da Spike Lee, e successivamente usato anche in "Bring the Noise" e "Rebel Without a Pause", sempre dei PE, in "Fuck the Police" dei NWA, "Let Me Ride" di Dr Dre, "Mama Said Knock You Out" di LL Cool J, "Run's House" dei Run DMC, per restare nel rap, ma era contenuto anche in "Freedom '90" di George Michael e in "Shirtsleeves" di Ed Sheeran.

In un'intervista al New York Times del 2011 dichiarò: "Le persone usano i miei pattern di batteria in tantissime canzoni. Non mi hanno mai dato crediti, né pagato. Non che la cosa mi disturbi o dispiaccia, ma trovo poco rispettoso non pagare la gente per quello che si usa". Fu il documentario "Copyright Criminal" a fare luce sulla quantità di campionamenti non riconosciuti e due anni dopo, durante una puntata dello show di Jimmy Fallon, Stubblefield salì sul palco con Chuck D dei Public Enemy e i The Roots per suonare proprio "Fight the Power".

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