Le strisce pedonali di Abbey Road, rese famose dai Beatles, sono state completamente rifatte. Visto che a causa del Coronavirus anche in Inghilterra devono stare tutti a casa, il Comune di Londra ha deciso che fosse arrivato il momento di ridipingere quelle che sono, probabilmente, le strisce pedonali più famose al mondo, difese anche per legge dalla Gran Bretagna, come sito di interesse nazionale. Alcuni operai, infatti, hanno lavorato nei giorni scorsi per ridare un po' di bianco alla strada che finì sull'album "Abbey Road" dei Beatles del 1969, che vedeva John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr attraversarle.

Meno gente e il Comune rifà Abbey Road

Il luogo è visitatissimo, uno dei templi della musica contemporanea. E così, visto che in questo momento anche in Inghilterra è stato chiesto alla popolazione di stare a casa, tentando di bloccare il diffondersi del coronavirus, è stata l'occasione migliore per poter fare i lavori senza dover bloccare il quotidiano viavai di persone che si scattano la foto per rifare, appunto, la cover dell'album. Gli operai, quindi, grazie al lockdown hanno potuto lavorare tranquillamente, rimettendo in sesto le strisce pedonali che nelle ultime foto si vedeva come fossero sbiadite. Poche settimane fa erano stati i Jon Bon Jovi, assieme al Principe Harry ad attraversarle a favore dei giornalisti ed era evidente come fossero praticamente consumate. Oggi, invece è tutto cambiato, come si può vedere chiaramente anche dalla videocamera che riprende in livestream quell'angolo ogni giorno.

Le strisce pedonali di Abbey Road patrimonio dell'Umanità

Le strisce pedonali sono state designate sito di interesse nazionale dal Governo britannico nel 2010, il che significa che operazioni di manutenzione possono essere fatte solo previa autorizzazione da parte delle autorità: "Questo attraversamento pedonale non è un castello o una cattedrale, ma grazie ai Beatles e a un servizio fotografico di 10 minuti nell'agosto del 1969, ma è diventato parte della nostra eredità, come disse l'allora ministro del turismo John Penrose.