16 Ottobre 2021
10:37

40 anni di Duran Duran: “Altro che pop, continuiamo a sfuggire a ogni etichetta”

Il 21 ottobre uscirà “Future Past”, il quindicesimo album dei Duran Duran, impreziosito dalla partecipazione di artisti del calibro di Giorgio Moroder Graham Coxon e Mike Garson, storico pianista di David Bowie: “Abbiamo ibridato diversi generi. Non so in che casella inserirei un pezzo come Falling, che è più vicina al Jazz che al pop, o un pezzo marcatamente dance come Tonight United. Non amiamo venire associati a un’etichetta precisa”.

"Una volta un importante giornale inglese disse che Simon Le Bon era più riconoscibile del Papa" dice Nick Rhodes durante la presentazione dell'ultimo album dei Duran Duran. Sono passati 40 anni dalla pubblicazione del primo album omonimo: nel frattempo, i poster che milioni di adolescenti custodivano gelosamente nelle loro camerette hanno preso polvere, il new romantic è ormai poco più di una fotografia sbiadita e la rivalità (più mediatica che effettiva, col senno di poi) con i rivali di sempre, gli Spandau Ballet di Tony Hadley, è diventata un ricordo lontano, un aneddoto da sfoggiare durante una serata davanti al camino con i nipoti per ricordare i bei tempi che furono. O forse no, perché di passato i Duran Duran non sembrano proprio voler parlare: se c'è una cosa che dal 1981 a oggi è rimasta invariata è la loro voglia di sperimentare e addentrarsi in terreni precedentemente inesplorati, la volontà ferrea di rimanere attaccati al contemporaneo con le unghie e con i denti. Per confermare questo assunto, è sufficiente passare in rassegna i featuring che impreziosiscono Future Past, la 15esima fatica discografica della band di Birmingham, dalla collaborazione con Giorgio Moroder in Tonight United alla presenza di ospiti d'eccezione come il chitarrista del Blur Graham Coxon e l'ex pianista di Bowie Mike Garson. Tanto per fornire una misura della loro avversione per ogni forma di luddismo musicale, basti pensare il video ufficiale di Invisible, il primo singolo estratto da Future Past, è stato creato da un'A.I. (Intelligenza Artificiale) chiamata Huxley. Com'è facile intuire dal titolo Future Past è soprattutto questo: un connettore in cui passato e futuro sono in connessione perenne.

Future Past: il ritorno dei Duran Duran, dopo 6 anni

I Duran Duran non avrebbero bisogno di presentazioni; tuttavia, per chiunque avesse trascorso gli ultimi quarant'anni in una caverna, ecco un breve recap: hanno venduto oltre 100 milioni di dischi e hanno continuato a esibirsi con concerti in tutto il mondo davanti sin dalla prima formazione della band, nel 1980. Il loro penultimo album, Paper Gods, uscito nel 2015, è stato il disco che si è posizionato  più in alto nelle classifiche della band in 22 anni ed è stato acclamato dalla critica e dai fan come il miglior lavoro in più di due decenni. L'intervallo di sei anni tra Paper Gods e Future Past è il più ampio nella storia della band. Sei anni che sono sfociati nella realizzazione di uno strano ibrido, che contamina al suo interno jazz, dance, rock classico, trap e qualche afflato di psichedelia.

"Una versione moderna dei Duran Duran che avete conosciuto negli anni Ottanta"

A confermarlo è anche Roger Taylor, che durante la conferenza stampa di presentazione dell'album ha dichiarato che "Future Past consegna al pubblico una versione moderna dei Duran Duran conosciuti negli anni Ottanta". Un album a cui il quartetto di Birmingham ha iniziato a lavorare nel 2018, impegnandola in uno sforzo creativo superiore alla media, con il grosso della produzione concentrato proprio nel biennio della pandemia. Tornando alle collaborazioni, una di quelle che ha sorpreso più in positivo la band è stata quella con la giovane promessa dell'hip-hop britannico Ivorian Doll, rapper inglese di origine ivoriana e voce del brano Hammerhead: "Volevamo coinvolgere nel progetto qualche personalità della scena londinese sin dall'inizio, ma non avevamo idea del risultato: il suo apporto è stato fondamentale, ha impreziosito il brano con un controllo vocale fuori dal comune". Le Bon, invece, ha palesato un certo entusiasmo per la qualità conferita all'album dall'apporto di Graham Coxon; nulla di cui sorprendersi: già qualche settimana fa, in un'intervista a Billboard, aveva dichiarato che Coxon "ha avuto con noi la stessa attitudine che ha avuto nell’arte un Lucio Fontana – il vostro grande artista – con i suoi famosi tagli sulle tele bianche. Ha saputo rompere alcuni nostri confini che erano immacolati. Ha osato andare oltre, sai, contano non solo la presenza fisica, la bravura tecnica, le intuizioni… ma soprattutto la personalità, e Coxon ne ha da vendere".

La collaborazione con Moroder

Venendo all'elefante nella stanza, Giorgio Moroder, Le Bon non ha avuto dubbi: "Ha cambiato per sempre la storia della musica dance, collaborare con lui è un onore". Quando abbiamo chiesto ai Duran Duran cosa rappresentasse per loro, dopo quarant'anni di carriera, quel grande contenitore che solitamente definiamo "pop" (termine che viene non di rado stigmatizzato e associato a qualcosa di "troppo leggero", quando non  addirittura frivolo), Roger Taylor ha voluto mettere subito le cose in chiaro: "In Future Past abbiamo ibridato diversi generi. Non so in che casella inserirei un pezzo come Falling, che è più vicino al jazz che al pop, o un pezzo marcatamente dance come Tonight United. Non amiamo venire associati a un'etichetta precisa e ci siamo sempre sottratti a meccanismi del genere".

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