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28 Ottobre 2014
22:44

10 canzoni per raccontare Milano (ASCOLTA)

Quante sono le canzoni che vi vengono in mente che hanno Milano come protagonista? Poche? Tante? Beh, qua ce ne sono 10 che hanno la città della Madonnina come protagonista.
A cura di Francesco Raiola
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Quanti sono i modi per raccontare una città? E Milano, in particolare? Tantissimi, ovviamente, tante quante sono le arti, dal cinema alla letteratura passando per la musica. La musica, ovviamente, che in decine di anni ne ha raccontato porzioni, sfaccettature, rendendola protagonista dei racconti o sfondo, mai banale. Una città in cui innamorarsi, nascondersi, rifugiarsi, una città frenetica, in costruzione, ma da cui è difficile staccarsi. Abbiamo raccolto 10 canzoni che ne descrivono le varie facce.

Il ragazzo della via Gluck – Adriano Celentano

Una delle canzoni più note del Molleggiato, che inizialmente non ebbe un successo immediato, descrive proprio gli inizi della sua carriera (vita?) in quella che è stata la via in cui ha abitato da bambino. Un pezzo in cui Celentano racconta la nostalgia di un tempo che fu, di "quella casa in mezzo al verde" che negli otto anni in cui è andato via per diventare il cantante di successo che conosciamo oggi, però, è diventata "solo case su case, catrame e cemento". Insomma un compendio dei suoi temi più amati.

Là dove c'era l'erba ora c'è
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
non so no so perché continuano
a costruire le case
e non lasciano l'erba, non lasciano l'erba

Un romantico a Milano – Baustelle

I Baustelle sono uno dei gruppi pop più amati d'Italia che nel 2005 pubblicò La malavita, l'album che li sdoganò definitivamente da band amata nell'ambiente indie a gruppo adatto anche al palato di un pubblico più esteso. Il Corriere della Sera, la zingara di Brera, le tovaglie sui Navigli, "porta ticinese piove ma c'è il sole" e la Scala, per una canzone che usa Milano come sfondo, ma dedicata, in realtà, a Luciano Bianciardi, scrittore grossetano, emigrato all'ombra della Madonnina per lavoro (come spiega bene in quel libro fondamentale che è "La vita agra"), grande amore del cantante del gruppo Francesco Bianconi.

Cara
scriverà sulle tovaglie dei Navigli
quanta gioia, quanti giorni, quanti sbagli
quanto freddo nei polmoni

Luci a San Siro – Roberto Vecchioni

Un grande pezzo per il Professore della musica italiana, incluso nel suo album d'esordio "Parabola" e rimasto come uno dei suoi grandi classici. Un pezzo in cui la città meneghina diventa per un istante un'ancora di salvezza a cui fare una richiesta:

Milano mia, portami via, fa tanto freddo,
ho schifo e non ne posso più,
facciamo un cambio, prenditi pure
quel po’ di soldi, quel po’ di celebrità.
Ma dammi indietro la mia Seicento,
i miei vent’anni e una ragazza che tu sai.
Milano, scusa, stavo scherzando,
luci a San Siro non ne accenderanno più.

Milano – Edda

È un rapporto molto complesso quello che Edda, ex leader dei Ritmo Tribale, vive con la sua città. Nel bel mezzo di un tour assieme alla sua band – una delle più importante della storia del rock italiano – Edda scomparve. Fuggì via a causa della droga, vivendo per lungo tempo in strada. E quello che è stato il suo rapporto lo racconta in questa canzone che è ancora più struggente a causa del suo tipico cantato strascinato e magnetico.

Sapessi com’è strano
Essere tossicodipendente di Milano
Bucarsi tra la gente che ti guarda e dice:
sto deficiente è di Milano

Milano – Lucio Dalla

Com'è Milano vista da chi non ci vive? Chiedere a Lucio Dalla, che ne ha scritto un ritratto divenuto un must. Città cosmopolita che "ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano". Una vera e propria dichiarazione d'amore del cantante bolognese che ammette che "ogni volta che mi tocca di venire mi prendi allo stomaco, mi fai morire".

Milano vicino all'Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro

Milano e l'impossibile – Diego Mancino

Diego Mancino lo conoscerete forse più per le canzoni scritte per gli altri che per le sue. Ed è un vero peccato. Il cantautore milanese, infatti, ha scritto pezzi molto belli che non hanno ottenuto il successo che probabilmente meritavano. Ma lui se ne frega e alterna cose sue a pezzi per i vari Francesco Renga, Noemi, Chiara, Nina Zilli e Fabrizio De Andrè, la cui canzone ha partecipato all'ultimo Festival di Sanremo. La Milano di Mancino ha dentro di sé "tutto il rumore del mondo", ma "Sapessi come è strano sentirsi invisibile a Milano".

Che cosa c'è di invisibile
quando la gente cammina distratta
in tutto il rumore del mondo?
(…)
Sapessi come è strano sentirsi invisibile a Milano..

Innamorati a Milano – Memo Remigi

La Milano di Memo Remigi, che comincia con un incipit ripreso, in parte, anche da Edda e Diego Mancino ("Sapessi com'è strano"), è una città in cui ci si può innamorare nonostante tutto. L'innamoramento, l'ebbrezza, si sviluppano anche in questa città "senza fiori, senza verde, senza cielo, senza niente, fra la gente, tanta gente".

Eppure in questo posto impossibile
tu mi hai detto ‘Ti amo'
‘Io ti ho detto ti amo'

Sushi e coca – Marta sui Tubi

Il titolo di questa canzone racchiude alla perfezione l'idea che Giovanni Gulino, leader dei Marta sui Tubi, ha della città. Perversioni, edonismo, perdizione, per una città che non è fatta per "i vecchi dentro le ambulanze e i bambini chiusi dentro le loro stanze".

Milano che non ha pazienza
Milano e la sua aria di sufficienza
(…)
Milano con la camicia stirata e la faccia raggrinzita
Milano con le cosce accavallate
Milano e le sue lise banconote

Milano e Vincenzo – Alberto Fortis

"Milano tu non trattarmi mai così" canta Fortis in un brano in cui, come ormai è noto, il cantante se la prende col suo discografico d'allora Vincenzo Micocci. Milano, infatti, è la città a cui tornare dopo essere fuggito da lui, chiedendole di non trattarlo come faceva lui che "poi vive a Roma, che ne sa?"

Mi piacciono i tuoi quadri grigi
le luci gialle, i tuoi cortei
oh Milano, sono contento che ci sei.

Porta Romana – Giorgio Gaber

È uno dei quartieri a sud della città la cornice in cui il Signor G racconta di un innamoramento avvenuto un anno prima, un bacio fugace e una passeggiata "per i prati fino a sera" e della fine di quella storia, avvenuta sempre a Porta Romana, quando lei gli disse "basta, io zitto preferivo non sentire, ma tu hai insistito no sul serio basta, come se fosse facile capire".

Porta Romana bella porta romana
è già passato un anno da quella sera
un bacio dato in fretta
sotto un portone
porta romana bella porta romana

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