in foto: Carlo Conti (Simone Ferraro – LaPresse)

Con le canzoni ormai scelte, Carlo Conti comincia a pensare a quello che sarà lo spettacolo del prossimo Festival di Sanremo che si terrà dal 7 all'11 febbraio prossimo, ma, ammette, questo dello spettacolo è il lato che lo preoccupa di meno, da una parte perché, spiega in un'intervista a Tv Sorrisi e Canzoni è il suo mestiere da sempre, quello di mettere su un programma che piaccia alla gente – motivo, tra l'altro, che lo ha spinto fino al palco dell'Ariston -, ma soprattutto perché "ho sempre dichiarato che il cuore, la “ciccia” del Festival, sono le canzoni in gara". Conti ha raccontato il dietro le quinte di quello che è successo solo pochi giorni fa, quando ha dovuto scegliere 22 Big – 2 in più di quelli previsti fino a pochi giorni prima della serata dedicata – e le 8 Nuove proposte.

Sono 22 quelli che saliranno sul palco della musica italiana per antonomasia, ma Conti rivela che per lui sarebbero tranquillamente arrivati almeno a 28 i papabili scremati dalle 200 proposte: "Le canzoni che secondo me avrebbero meritato quel palco erano 28. Ma una scelta andava fatta e sono sereno". Tra i retroscena svela che il primo a proporgli un pezzo è stato Ermal Meta, il cantante che nel 2016 era tra i giovani ma che in questi anni ha scritto alcune delle canzoni che abbiamo cantato di più, mentre quello arrivato last minute è stato Alessio Bernabei, mentre a Marco Masini ha fatto un piccolo scherzo annunciandolo per ultimo. Tanti, ovviamente, i messaggi di sconforto ma uno in particolare è quello che gli ha fatto più male "da parte di una persona che pensavo conoscesse bene me, il mio rigore, la mia correttezza nella scelta dei brani".

Il presentatore si lascia anche andare a qualche desiderio e qualche nome: tra i papabili mette nomi di artisti internazionali come Simon & Garfunkel, Diana Ross, Billy Joel e attori come "Julia Roberts e George Clooney, ma non è facile. Io però ci provo lo stesso tutti gli anni… Chissà".