Nella quarta serata del Festival di Sanremo 2017, arriva il doveroso omaggio alla straordinaria carriera di Giorgio Moroder, tra i personaggi più influenti e innovativi nella storia musicale degli ultimi  50 anni. Il compositore e produttore, genio della musica elettronica, è una presenza fondamentale di questa edizione della kermesse dal momento che riveste il ruolo di Presidente della Giuria esperti, sovrintendendo il lavoro degli altri giudici Linus, Andrea Morricone, Rita Pavone, Paolo Genovese, Violante Placido, Giorgia Surina. Nel penultimo appuntamento del Festival, il repertorio di Moroder viene portato sul parco dell’Ariston con gli arrangiamenti di Davide Rossi, per un viaggio straordinario nel suo percorso artistico.

Gli inizi, la carriera in Usa, le collaborazioni.

Classe 1940, nativo di Ortisei, Moroder inizia a suonare la chitarra appena adolescente, girando l'Europa con diversi gruppi musicali nei primi anni Sessanta. Divenuto quindi cantante e dj, elegge a sua nuova patria prima la Germania e poi gli Stati Uniti, dove si inserisce nell'onda della disco music degli anni Settanta e collabora con Donna Summer (un sodalizio che durerà negli anni, sino al Grammy Award vinto nel 1998 per "Carry On") . Nel decennio successivo, Moroder diventa una celebrità internazionale, fino a comporre la musica per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e di Seul del 1988, oltre alla canzone "To Be Number One" per Mondiali di calcio di Italia '90 (in italiano Un'estate italiana, cantata da Edoardo Bennato e Gianna Nannini). Sono tantissime le collaborazioni con artisti di fama mondiale fino ai giorni nostri, da David Bowie a Elton John, da Barbra Streisand ai Blondie, dai Coldplay a Britney Spears, da Kylie Minogue ai Daft Punk. Nel 2005 Moroder viene nominato Commendatore dall'allora Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi.

Moroder e il cinema, i tre Oscar vinti.

Felicissimo e proficuo è il rapporto tra Moroder e il cinema. Le colonne sonore sono una fase fondamentale della sua carriera, baciata dalla conquista di ben tre Oscar. Il primo arriva con la soundtrack del film "Fuga di mezzanotte", mentre ha ricevuto le altre due statuette rispettivamente per la miglior canzone originale del film "Flashdance" (il brano è l'intramontabile "Flashdance…What a Feeling") e per quella di "Top Gun" (per la non meno celebre "Take My Breath Away"). Tra le altre colonne sonore da lui curate, rientrano cult come "American Gigolo", "La storia infinita" e "Scarface" di Brian De Palma; nel tarantiniano "Bastardi senza gloria" si sente la sua "Cat People", cantata da Bowie e tratta a sua volta da un altro film, "Il bacio della pantera". Nel 1984 lavora alla riedizione restaurata di "Metropolis", componendo una nuova colonna sonora rock (comprendente anche "Love Kills, in collaborazione con Freddie Mercury) che dona all'immortale capolavoro di Fritz Lang un effetto straniante – e controverso – quanto affascinante.