Sarebbe bastato il titolo di quel capolavoro di Piero Ciampi che è "Adius" per far intuire a Fabrizio Corona quale poteva essere il messaggio inviatogli dall'ex fidanzata Asia Argento. Intervistato a Non è l'Arena, il programma di La7 condotto da Massimo Giletti, infatti, Fabrizio Corona ha parlato ancora una volta della sua breve ma chiacchieratissima relazione con Asia Argento, attrice, regista e cantante che qualche mese fa era stata ritratta al suo fianco, scatenando anche aspre faide familiari. Ridendo, Corona ha voluto spiegare il modo "geniale" con cui l'attrice l'avrebbe lasciata, ovvero tramite un messaggio su Whatsapp in cui gli postava una canzone di Piero Ciampi ("Uno che non conosco"): "Saranno state le sette, le sei e mezza di sera. Lei mi manda un messaggio e mi dice: ‘Addio'. Nel messaggio c'è un video, è una canzone di uno che non conosco, che conosceranno i più grandi studiosi della musica italiana: Piero Ciampi. Io di Ciampi conoscevo il Presidente…".

Corona lasciato con un "Ma vaffanculo"

Una delle cose più belle mai esistite, ha detto Corona di questo modo di lasciare il proprio partner. La canzone, una delle più conosciute del cantautore livornese – morto il 19 gennaio 1980 -, pubblicata postuma, è un'invettiva amara e ironica, allo stesso tempo, inclusa nella raccolta “L’Album di Piero Ciampi” del 1990, ma già cantata live precedentemente. Ciampi è uno di quegli artisti che l'Italia conosce troppo poco, pur essendo assolutamente di culto, al punto che gli è dedicato uno dei premi più importanti del panorama cantautorale italiano. Cantautore, ma anche (soprattutto?) poeta, amico di Alberto Moravia, Carmelo Bene, ma anche di Louis Ferdinand Céline, tra gli altri, amante degli chansonnier francesi, e nonostante tutto vicinissimo anche agli ultimi, della cui vasta schiera aveva fatto parte, lontano sempre dalle luci della ribalta, vicino agli ultimi.

Il significato di Adius di Piero Ciampi

Il pezzo è un gioco ironico, che comincia con il ricordo del viso della sua amata che "esiste fresco", parlando della mancanza che sente: "Tu, mi manchi molto ogni ora di più. La tua assenza è un assedio" recita Ciampi, prima di esplodere in un: "Ma vaffanculo, ma vaffanculo, sono quarant'anni che ti voglio dire ‘ma vaffanculo'. Ma vaffanculo, te e tutti i tuoi cari, ma vaffanculo, ma come, ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni e tu mi dici di no. Ma vaffanculo, sai che cosa ti dico Vaf-fan-cu-lo te, gli intellettuali e i pirati, vaffanculo".