Nel dibattito post Festival di Sanremo arriva anche Tommaso Paradiso, cantante dei Thegiornalisti, una delle band più in vista del pop italiano. Il cantante, infatti, ha commentato alla proposta del Vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook aveva scritto il suo pensiero sul bisogno di modificare (sic) il regolamento del Festival, con tanto di dissing a un giornalista in particolare (Beppe Severgnini) e alla sala stampa tutta, rea, a detta sua, di aver ribaltato il risultato del televoto. Di Maio dimentica che esiste un regolamento che tutti conoscevano, ed entra a gamba tesa in una discussione nata a seguito della polemica nata dalle dichiarazioni di Ultimo (arrivato secondo) durante la conferenza stampa fatta subito la fine della serata finale, con il cantante che ha accusato, anche lui, la stampa di avergli votato contro.

Le parole su Facebook di Di Maio

"Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c'è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del ‘calibro' di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic (…) Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell'occasione di Sanremo" ha scritto Di Maio – che ha anche voluto scrivere della dicotomia molto in voga in queste settimane, ovvero "élite" e "popolo" -, scatenando una reazione di tanti che sottolineavano la giustizia anche di un voto calibrato da chi la musica la ascolta e la guarda tutto l'anno.

La risposta di Paradiso: Puniteci il più in fretta possibile

Tra questi c'è Paradiso, personaggio tra i più popolari di questi ultimi anni, che nei commenti ha voluto dire la sua in maniera ironica, ma non troppo. Lo ha fatto a mo' di preghiera: "Signore, Buddha, Entità sparse nel cosmo, Dio, Allah, essenze metafisiche mi rivolgo a voi: ditemi che questo è un sogno, è un metamondo parallelo in cui ci avete proiettato per nostri evidenti errori; è forse questo in cui ci troviamo un girone dantesco? È forse questa l'apocalisse? Dateci un segnale. Vi prego. Non può essere reale, tantomeno razionale. Spostiamo gli stramaledetti cazzi che abbiamo nel nostro paese sul festival di Sanremo, sì". Il cantante, poi si chiede se veramente è questo che merita il Paese: "È davvero questa la via che ci avete aperto Divinità Celesti? È davvero questo il presente e il futuro che avete pensato per noi Astri del Cielo? Vi prego, puniteci il più in fretta possibile e poi lasciateci andare. Saremo bravi, promesso".