Cristiano De Andrè su un letto d’ospedale (foto via Facebook)
in foto: Cristiano De Andrè su un letto d’ospedale (foto via Facebook)

Il 5 luglio era la data di partenza del tour con cui Cristiano De Andrè avrebbe dovuto portare in tour "Storia di un impiegato", il concept album che il padre Fabrizio pubblicò nel 1968 in un contesto sociale molto complesso, di lotte e bombe. Un album che conteneva capolavori come "Canzone del maggio", "Il bombarolo", "Verranno a chiederti del nostro amore" e "Nella mia ora di libertà" e che Cristiano, a 50 anni dall'uscita, aveva deciso di riportare in giro per l'Italia completamente riarrangiato e vestito come una vera e propria opera rock prometteva il comunicato stampa che presentava il tour.

Il problema alle corde vocali

A causa di un problema alle corde vocali, però, De Andrè è stato costretto a cancellare o rinviare tutte le date fino a fine luglio: saranno 45 i giorni di convalescenza dovuti all'operazione a un polipo alla corda vocale destra: "Oggi ho avuto una visita dal luminare Otorino Franco Fussi a Ravenna per un fastidio alla gola che altri Otorini incapaci prima di lui avevano diagnosticato in una cordite di poca rilevanza – aveva scritto su Facebook -. Invece mi trovo ad avere un polipo alla corda vocale destra e il prossimo lunedì dovrò operarmi! La convalescenza sarà di 45 giorni dopo l’operazione. Purtroppo dovrò cancellare o rinviare le date estive fino alla fine di luglio. Spero vivamente di riuscire ad essere a Genova per il 31 luglio. Vi abbraccio e vi terrò al corrente".

L'importanza di Storia di un impiegato

L'operazione è andata bene, come ha spiegato sempre su Facebook e adesso dovrà rispettare una settimana di silenzio: "Tutto fatto! Ora una settimana di silenzio e poi convalescenza. Grazie ragazzi per i numerosissimi messaggi d’affetto! Vi abbraccio tutti, vi voglio bene!". Da fine luglio, però, il tour dovrebbe riprendere, appunto, anche perché De Andrè ci teneva molto a riproporre questo capolavoro della musica italiana: "Dopo che avevo arrangiato l’ultimo concerto del 1998, Fabrizio mi chiese di portare avanti il suo messaggio e la sua memoria. Mi è parsa una bella cosa proseguire il suo lavoro caratterizzando l’eredità artistica con nuovi arrangiamenti, che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Con questo tour voglio risvegliare le coscienze, mio padre diceva che noi cantanti portiamo un messaggio e in questo non posso che appoggiarlo".