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Pino Daniele: in gioco l’eredità. Ecco gli averi del cantante

Dopo la morte di Pino Daniele e l’affetto che si è riservato nelle strade di Roma e Napoli uno dei argomenti più chiacchierati è la sua eredità, la cui sorte si saprà quando sarà aperto il testamento. Ecco, intanto, gli averi del cantante.
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Il tempo delle lacrime non è ancora terminato, ma si è sovrapposto a quello delle chiacchiere sul testamento e sull'eredità di Pino Daniele, il cantante scomparso il 5 gennaio scorso. Nonostante il dolore della perdita, a cui si sommano le inchieste e il furto avvenuto ieri nella casa toscana del cantante, molti occhi sono puntati sugli averi del cantante, che in questi anni aveva acquistato immobili e aveva dato il via ad alcune attività. A fare un quadro preciso della situazione ci pensa Il Mattino che fa la conta degli averi del Mascalzone latino. Nel Lazio ci sono la casa in cui vive la moglie Fabiola Sciabbarrasi assieme ai figli, l a villa sull'Aurelia e le case che aveva comprato ai figli Cristina e Alessandro oltre alla villa di Formia finita alla moglie Dorina durante il loro divorzio. Ma c'è anche un altro appartamento a Formia e lo studio di registrazione di via sabotino.

Oggi, però, la vita del cantante era soprattutto in Toscana dove viveva assieme alla compagna Amanda Bonini, in questa tenuta tra Magliano e Orbetello "una vecchia struttura a pianta quadrata dell’Ottocento, costruita dai Colonna, nobile famiglia latifondista: due piani da circa 150 metri quadri l’uno, volumi trasformati in dependance" circondato da un giardino di un ettaro pieno di cipressi. Col tempo l'aveva ristrutturata e ci aveva aggiunto "una piscina, un giardino all’inglese con olivi secolari e un arredamento di antiquariato" che qualcuno stima attorno ai tre milioni di euro.

Poi c'era il Tuscany Bay, il jazz bar, ristorante deluxe con stabilimento balneare della cui srl (che apparteneva per il 90% alò cantante e il restante al figlio Alessandro), dal novembre scorso, era amministratrice unica la Bonini. La struttura che nel pieno della stagione conta 30 dipendenti ha chiuso il 2013 con un volume d'affari di 880 mila euro.

A questo si aggiungono, ovviamente, i proventi della Siae, le royalties che nel 2013, ultimo anno di cui si hanno cifre, corrisponde a circa 350 mila euro. Insomma, una serie di averi di cui si conoscerà la destinazione solo all'apertura del testamento.

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