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Tempi magri per la musica: calano le soglie per i Dischi d’oro e di platino

La crisi dell’industria discografica fa sì che anche le soglie per l’assegnazione dei premi per i dischi più venduti si abbassino. Dall’1 gennaio, infatti, i Dischi d’oro, di platino e di diamante saranno assegnati vendendo meno copie.
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Quante volte avrete sentito esultare un artista perché aveva conquistato il "Disco d'oro", o quello di platino. E chissà quante volte avrete pensato: "Ah, bravi!", pur senza sapere quanto effettivamente fossero le soglie per aggiudicarsi questi premi. Beh, il dato è variato negli anni, anche in base alla situazione del mercato discografico, abbassandosi di molto in questi ultimi di vacche magre. Una volta, per raggiungere il Disco di platino, infatti, bisognava vendere 100 mila copie, cifra impensabile di questi tempi e così negli anni è calata fino alle 60 mila di oggi, prima del cambiamento che, come annunciato dalla FIMI, dall'1 gennaio porterà la soglia a 50 mila: ovviamente si parla di vendite di album fisici e anche di download.

Per portarsi a casa il Disco d'Oro invece basteranno – si fa per dire – 25 mila copie vendute (contro le precedenti 30 mila), mentre per il "Diamante" ci vorranno 500 mila copie (a fronte delle 600 mila di oggi). Le rilevazioni le fa, come sempre, la GFK Retail and Technology alla Fimi che consegnerà il premio appena il titolo raggiunge l'80% delle cifre dette. Il restante 20%, invece, sarà certificato dalla label che conteggia anche i canali non ufficiali a cui si rifà la GFK, come autogrill, record store etc.

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