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Michael Jackson: tra foto e audio shock, al via il processo contro il medico

Conrad Murray è accusato di “negligenza e incompetenza”. Lui si difende: stava cercando di ”disintossicare” il suo famoso paziente. Ora rischia 4 anni di carcere. A giudicarlo, tra 5 settimane, sarà una giuria popolare.
A cura di Biagio Chiariello
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Un fan del Re del Pop all'esterno del tribunale a L.A.

Sono passati oltre due anni dalla morte di Michael Jackson, ma il Re del Pop riesce ancora a riempire le pagine dei quotidiani. Ma stavolta non è un palcoscenico musicale, montato in uno stadio o in un palazzetto dello sport, ad essere teatro delle gesta del defunto artista, bensì l'aula di un tribunale. E a ben vedere non è neppure MJ il protagonista, ma Conrad Murray, il medico accusato dell' omicidio colposo del suo celebre paziente.

Parlare di processo dell'anno non è poi così esagerato. Anche dal momento che la prima udienza si è aperta in maniera tutt'altro che pacata. Non solo per la moltitudine di giornalisti, oltre che di fan e curiosi, accorsi fuori dal tribunale di Los Angeles, ma anche perché durante il dibattimento sono state mostrate due foto. Nella prima Michael canta e balla, come ci ha sempre abituato. Nell'altra è su di una barella, cereo, non respira più. Un'immagine "lacerante", scrive il Telegraph, citando il commento della sorella del cantante.

Iniziato il processo per la morte di Michael Jackson

Conrad Murray alla sbarra: "Sono innocente"

"Cosa è successo tra queste due foto?" chiede l’accusa, portata avanti dal pm David Walgren, che parla di "grave negligenza, abbandono del paziente e incompetenza" in riferimento al medico personale di Jackson. Murray non era interessato alla salute del suo assistito, ma solo al "contratto da 150mila dollari al mese", tanto da tenerlo buono oggi giorno, garantendogli sonni profondi con l'ormai celeberrimo propofol, il potente anestetico, trovato in quantità industriali nella casa di Jackson, insieme ad una sfilza di almeno 10 altri tipi di farmaci, tra cui lorazepam, hydrocodone e lidocaina.

Nel vedere l'immagine di MJ esanime Murray è scoppiato a piangere. Ma resta da capire se sia stata l'emozione o lo sgomento per quel che gli potrebbe capitare in caso di condanna (rischia fino a 4 anni di reclusione).

Per corroborare la propria tesi l'accusa ha fatto ascoltare ieri ai giurati una registrazione, captata un mese prima della morte del cantante, non meno scioccante della foto di cui sopra: “Dobbiamo essere fenomenali. Quando le persone lasciano questo show, quando le persone lasciano il mio show, io voglio che dicano: ‘Non ho mai visto niente del genere nella mia vita' ", si sente nell'audio. Ma non è il contenuto della registrazione, quanto piuttosto la forma ad aver sconvolto i presenti in tribunale. Una voce sbiascicata e assorta, dalla sonorità quasi surreale, tipica di chi è sotto gli effetti di stupefacenti.

il medico di MJ si commuove dopo aver visto la foto shock

La difesa di Murray sin dall'udienza preliminare ha poggiato su elementi fin troppo instabili. L'ultima teoria è quella della "disintossicazione". Il medico stava cercando di fare in modo che il suo assistito "perdesse il vizio". Ma, dopo avergli fatto un’iniezione di propofol, Jackson ne prese furtivamente un’altra dalla fiala dalla valigetta del dottore e, inoltre, ingerì alcune pillole di lorazepam, creando nel suo corpo "una tempesta perfetta". Una sorta di suicidio, dunque.

La posizione del medico potrebbe peraltro, aggravarsi se saranno chiamati a testimoniare, Prince e Paris, i due figli maggiori di Michael, che quel 25 giugno 2009 assistettero al massaggio cardiaco effettuato dal medico sul loro papà. Manovre cliniche effettuate con una mano sola, mentre con l'altra teneva il cellulare per avvertire i bodyguard di nascondere i sopracitati farmaci (altra aggravante).

A giudicare Conrad Murray sarà una giuria popolare, formata da 12 giurati, 7 uomini e 5 donne. Tra sole 5 settimane la riunione in consiglio, poi arriverà la sentenza.

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